21 Gennaio 2015

Codacons: «Vogliamo i documenti sul collaudo della nave». E parte la denuncia

Codacons: «Vogliamo i documenti sul collaudo della nave». E parte la denuncia

«FINCANTIERI e Rina stanno facendo di tutto per impedire al Codacons e ai naufraghi la possibilità di visionare i documenti del collaudo dei sistemi di emergenza della Costa Concordia sostiene il Codacons in una nota di quei sistemi, cioè, che avrebbero potuto permettere l’ evacuazione rapida e in sicurezza di tutti i passeggeri dopo l’ impatto con gli scogli delle Scole. Non è in alcun modo comprensibile il motivo di tanto mistero su atti che, al contrario, dovrebbero essere accessibili a tutti. Il supplemento di perizia ottenuto dal Codacons nel processo di Grosseto ha accertato, infatti, senza ombra di dubbio, l’ esistenza di gravi incongruenze e difformità nella procedura che avrebbe dovuto permettere la ripartenza automatica dopo il blackout dei principali sistemi di sicurezza della nave (ascensori, verricelli delle scialuppe, luci)». L’ ASSOCIAZIONE, quindi, insiste su quello che definisce un atteggiamento «remissivo» nei confronti di Fincantieri. «Come dice l’ ingegner Paolo Parodi, ispettore tecnico di Costa Crociere in una intercettazione telefonica agli atti del processo …ma Rina …Rina fa tutto quello che vuole Fincantieri’». Il Codacons ha deciso dunque di denunciare Rina e Fincantieri alle Procure della Repubblica di Grosseto e Genova, al fine di accertare la correttezza del comportamento dei due enti, e interverrà al Tar Liguria contro il ricorso annunciato da Fincantieri. Contestualmente l’ associazione chiederà il sequestro penale del documento relativo al collaudo della Concordia».
 

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