6 Settembre 2013

Codacons, un terzo delle famiglie deve rinunciare alla carne

Codacons, un terzo delle famiglie deve rinunciare alla carne

Roma, 6 set. (Labitalia) – La caduta dei consumi non e’ finita, si tratta solo di una pausa transitoria: il Codacons, commentando i dati dell’ indicatore di consumi Confcommercio, ritiene che non vi sia un’ inversione di tendenza nella caduta dei consumi e che un terzo degli italiani non puo’ permettersi alimenti costosi.”Non a caso -riferisce l’ associazione- per trovare variazioni in quantita’ positive bisogna guardare ai dati congiunturali destagionalizzati e le uniche voci che segnano un incremento sono i “beni e servizi ricreativi” e gli “alberghi, pasti e consumazioni fuori casa”. Un incremento minimo che indica solo che nel mese di luglio sono andati in vacanza piu’ italiani rispetto al mese di giugno”.I dati, sottolinea il Codacons, rilevano che la crisi sia ancora profonda: il crollo degli acquisti in quantita’ di alimentari su base annua registra un -3,9%. ”Dato che diventa drammatico considerato che questa caduta -osserva l’ associazione dei consumatori- e’ solo l’ ultima in ordine di tempo, visto che nel 2012 c’ era gia’ stato un crollo del 3%, nel 2011 dell’ 1,8%, dello 0,7% nel 2010, del 3,1% nel 2009, del 3,3% nel 2008, dell’ 1,4% nel 2007. Sommando questi dati si arriva a oltre il 17% in meno di acquisti di cibo da quando e’ scoppiata la crisi”. Trattandosi di medie, conclude, ”la realta’ e’ che un terzo degli italiani fa la fame e, non avendo soldi sufficienti per acquistare cibo, ha dovuto rinunciare agli alimenti piu’ costosi, come la carne, acquistando i tagli meno pregiati al massimo due volte alla settimana”.

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