5 Gennaio 2010

CODACONS: “UN PIANO TRAFFICO FATTO PER CREARE TRAFFICO”

Dura critica da parte dell’associazione per la difesa dell’ambiente e dei diritti dei consumatori, sezione di Lecce, sulle scelte operate dal Comune relative al Piano traffico varato per le festività

 
 
LECCE – “Finite le festività natalizie si può, finalmente, tirare le somme di una organizzazione del traffico che ha evidentemente voluto privilegiare gli interessi economici di pochi a scapito della vivibilità della città e della salute dei cittadini”. E’ il preludio di un lungo comunicato a firma di Luisa Carpentieri, responsabile del Codacons Lecce, che traccia il resoconto del “disastroso” piano traffico redatto dall’amministrazione comunale in occasione delle festività natalizie.
Secondo l’associazione per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, “la verità è che le scelte operate dall’amministrazione nel periodo natalizio non fossero quelle di organizzare o limitare l’uso dell’auto, ma fosse esattamente il contrario, quello di consentire il libero accesso dei mezzi nella zona di piazza Mazzini e dintorni”. Una critica dura, supportata da un’analisi altrettanto severa, che troverebbe comunque difficoltà ad essere smentita, soprattutto per quanti si sono trovati intrappolati nel traffico durante i giorni “caldi” delle festività. E’ d’altronde vero che l’uso dei mezzi pubblici per la maggior parte dei leccesi è qualcosa che non sta né in cielo né in terra, ma la questione meriterebbe una trattazione a parte.
Continua Carpentieri: “L’amministrazione comunale ha cioè voluto sposare integralmente la linea voluta da alcuni commercianti di quella zona che a gran voce hanno chiesto proprio il libero ed indiscriminato accesso delle auto al centro cittadino. Al motto ‘non toccate le auto perché lo smog è ossigeno per i commercianti’, il Comune di Lecce ha acconsentito che durante il periodo natalizio il centro fosse assaltato da auto e auto e auto ed auto, con buona pace della vivibilità della città, del caos, dello smog e della salute dei cittadini”.
E aggiunge, entrando nei particolari: “In alcuni casi per percorrere il breve tratto di via 95° Reggimento Fanteria dall’angolo di Via La Marmora all’angolo Via Braccio Martello (circa 50 metri) ci son voluti svariati minuti. Parimenti percorrere Via Nazario Sauro dall’angolo di Via Cesare Battisti a Piazza Mazzini (pochi metri) ci voleva qualche minuto di coda di auto a motore acceso. Un piano traffico fatto, in sostanza, per creare traffico”.
Eppure, l’assessore al Traffico e mobilità Giuseppe Ripa, prima di varare il Piano, simile a quello dello scorso anno, aveva incontrato i commercianti, ma, sempre secondo Codacons, quella riunione sarebbe servita a ben poco: “L’inutilità di tale incontro – scrive Carpentieri – si è verificata durante il periodo natalizio con parcheggi al centro introvabili, auto che giravano a vuoto per ore ed ore, nessuna organizzazione seria intorno alle c.d. aree di interscambio Auto Bus, odissee per i residenti che volevano rientrare nelle proprie case con code lunghe ed immobili anche per diversi minuti, con i pochi vigili che cercavano di sbrogliare una situazione non sbrogliabile causata della totale disorganizzazione e della totale carenza di idee proprie di una amministrazione chiusa su stessa e impermeabile a qualsivoglia contributo. Anche perché – aggiunge – il contributo di idee che le associazioni dei commercianti e dei consumatori potevano dare, è stato ridotto a mera inutile passerella e le conseguenze di questa scelta sono state pagate dai cittadini leccesi e dai residenti del centro in particolare, bloccati dalle auto ed in molti casi impossibilitati a giungere nelle proprie abitazioni.
“Tale risultato è frutto di una totale e voluta disorganizzazione che ha portato il comune a convocare i soggetti sociali interessati alla vigilia delle festività natalizie – tiene a dire il responsabile del Codacons -, e dopo una domenica di delirio, quale è stata quella del 6 dicembre, in modo da far passare scelte più dettate da una presunta urgenza che dalla voglia di intervenire seriamente in difesa della vivibilità della città e della salute dei cittadini”.
Conclude: “Infine occorre sottolineare che se l’idea da cui è partita l’amministrazione è quella che più auto determinano più affari per il commercio, appare evidente come la decisione di chiudere solo alcune vie della città ha avuto come effetto quello di avvantaggiare taluni commercianti a scapito di quelli operanti nel centro storico. La fallacità della scelta operata dal Comune è evidente anche sotto questo punto di vista, si ritorni a considerare come prima scelta da tutelare la salute dei cittadini e la vivibilità della città, scelta che, se ponderata ed organizzata, non necessariamente contrasta con gli interessi economici dei commercianti”.

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