4 Luglio 2017

Il Codacons: “Taglia da 50mila euro”

LA PROPOSTA / L’ ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI INVOCA IL PUGNO DI FERRO CONTRO I PIROMANI Una taglia da 50mila euro contro i piromani. È la proposta del Codacons per fronteggiare l’ emergenza incendi. «In questi anni sono troppi gli ettari di bosco andati in fumo a causa di incendi dolosi che ogni anno, con straordinaria puntualità, distruggono un patrimonio boschivo italiano che si assottiglia sempre di più», dice Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’ associazione di tutela dei consumatori. Tanasi auspica «una collaborazione tra cittadini e istituzioni affinché i colpevoli possano interrompere queste azioni di disastro ambientale e rendere più facile il lavoro degli uomini della Forestale, impegnati come sempre in prima linea». «Sembra superfluo ricordare – afferma Tanasi – che i responsabili devono essere puniti con severità e bisogna far di tutto per porre un argine al fenomeno. Per questo propongo che Comuni e Regioni mettano una taglia di 50mila euro a piromane, offrendo i soldi a chi riesce a permetterne l’ identificazione, con successiva pena». Tanasi annuncia che il Codacons si costituirà parte civile nei processi che si celebreranno contro gli incendiari, «volendo in tal modo sensibilizzare l’ opinione pubblica e le istituzioni, affinché ognuno faccia la propria parte nella lotta a questa subdola e pericolosa forma di criminalità». Anche un’ altra organizzazione della società civile, l’ associazione Codici, scende in campo dopo il rogo divampato a Chiaramonte Gulfi, zona in cui le fiamme hanno devastato la pineta e molte contrade periferiche, distruggendo aziende e costringendo diverse famiglie ad abbandonare le proprie case. L’ associazione Codici si schiera «al fianco delle aziende e dei cittadini danneggiati», dando mandato al proprio ufficio legale regionale di depositare un esposto- denuncia con cui si richiede alla procura di Ragusa di effettuare indagini anche nei confronti del Comune di Chiaramonte Gulfi, della polizia municipale e dell’ Azienda sanitaria provinciale per verificare la sussistenza di elementi che possano integrare le fattispecie di concorso in incendio, disastro ambientale e faunistico, e omissione di atti d’ ufficio. Nell’ esposto, Codici chiederà di allargare le indagini anche nei confronti della Regione siciliana «per verificare le eventuali responsabilità, anche per omissione, connesse alla mancata raccolta dell’ erba secca in area demaniale di competenza della Regione o delle strade di competenza della ex Provincia, oggi libero consorzio dei Comuni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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