CODACONS Sul 118 Chiesto il sequestro dei turni
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
ORMAI la vita umana e la salute non rappresentano più, per alcuni,un valore così unico e prezioso, tanto da essere salvaguardati dalla Costituzione italiana. Spesso costoro sono infastiditi dal richiamo all’articolo 32, che stabilisce “il valore pubblico” della salute umana in Italia. Ebbene lasciare le ambulanze del 118 senza medici rappresenta veramente un gravissimo abuso e finisce per negare il diritto a ricevere cure tempestive ed adeguate». Ecco perché il Codacons ha chiesto l’intervento della Procura della Repubblica per verificare tutte le responsabilità in capo ai vertici dell’Asp di Catanzaro, posto che le ambulanze dovrebbero viaggiare sempre con un medico a bordo. «Ebbene in Calabria, dopo decenni di inenarrabili sprechi, si è pensato bene di risparmiare sulla pelle dei calabresi negando loro il sacrosanto diritto ad un medico per le emergenze – sostiene il presidente del Codacons Francesco Di Lieto – non si tratta di sminuire la professionalità degli altri lavoratori, ma se è riconosciuta l’esistenza di due distinte professioni, quella di medico e quella di infermiere, ciò significa che esse non solo hanno compiti e funzioni diverse, ma anche,e soprattutto, non sono tra loro intercambiabili. Per questo motivo riteniamo sconsiderata la decisione dei vertici dell’Asp di Catanzaro di lasciare ambulanze senza medici ed affidare il compito di intervenire, nei casi più gravi, all’elisoccorso».A quanto pare, una delle ragioni per cui si è messo in ginocchio il 118 è la de-cisione dell’Asp di Catanzaro «di pretendere la ripetizione delle indennità erogate fino al 2019 per le prestazioni aggiuntive, disciplinata dall’art. 29 dell’accordo integrativo regionale ai medici dell’Unità Operativa Emergenza Sanitaria Territoriale – afferma il Codacons – sulle indennità si è fatta tanta confusione ed i soggetti designati dai vari governi nazionali per mettere i conti in ordine, non hanno fatto altro che creare ancor di più danni. È bene chiarire come quell’indennitàindennità, oggi negata, sia stata cristallizzata in un accordo regionale e in quell’accordo l’Asp di Catanzaro ha avuto un ruolo fondamentale. Negare quanto pattuito, ed anzi chiedere ai medici di restituire parte degli stipendi, costituisce la cartina di tornasole della serietà dei vertici della sanità calabrese, oltre a rappresentare un’intollerabile offesa nei confronti delle famiglie di chi è morto per cercare di garantire, tra mille difficoltà, il diritto alla salute. Abbiamo chiesto – conclude il Codacons – l’intervento dell’Ufficio di Procura. Intervento che, si spera, possa acquisire immediatamente i turni di lavoro dell’Unità operativa emergenza sanitaria territoriale, per ottenere prova documentale del gravissimo rischio cui viene esposta la popolazione».
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