30 Agosto 2002

Codacons su tagli ad ospedali

I Verdi: «Scenderemo in piazza». Pdci e Bindi annunciano girotondi

Pronto soccorso, astanterie, poliambulatori e presidi per le diagnosi d?urgenza resteranno aperti. Il ministro per la Salute difende gli interventi delle regioni per gli ospedali ma prova a tranquillizzare i cittadini preoccupati di rimanere senza cure per l?annunciata chiusura dei reparti. «Non è prevista la chiusura di alcuni servizi – ha detto Sirchia – senza l?apertura di una nuova rete di cure». «Capisco le preoccupazioni di chi vive nelle zone disagiate – ha spiegato – ma è meglio un sistema di telemedicina e di trasporto efficace, anche con l?utilizzo di elicotteri, piuttosto che un ospedale piccolo e non efficiente e con volumi di lavoro così ridotti da non essere in grado di garantire la qualità».
A temere i rischi del dopo-chiusura, comunque, sono anche i sindacati medici e le stesse aziende sanitarie. Sirchia ha provato a rassicurare tutti spiegando che in vista non ci sono «tagli ma un riordino dell?assistenza che porterà maggiore qualità e cure adeguate per i malati cronici». Il principio che l?assistenza ospedaliera debba esser rivista sembra essere condiviso, ma restano molte incognite: dove trovare i fondi per la conversione delle strutture e che tipo di assistenza resterà ai cittadini? Il rischio, ha spiegato Giuseppe Fioroni, responsabile della Federsanità Anci, che assieme alla Fiaso rappresenta 245 delle 300 aziende sanitarie e ospedaliere esistenti, è quello di avere più ricoveri impropri e un buco nei conti nell?assistenza socio-sanitaria.
L?opposizione, intanto, si prepara allo scontro. E così, se Paolo Cento (Verdi) ha già assicurato al ministro e ai Governatori che lo appoggeranno sulla strada della chiusura di ospedali e posti letto lo «stesso trattamento» ricevuto dal presidente della Regione Puglia Fitto, Maura Cossutta (Pdci) si è detta pronta ai girotondi, dopo tribunali e Rai, anche intorno agli ospedali. Un?idea che piace anche a Rosy Bindi secondo la quale saranno i cittadini a pagare il riordino della rete ospedaliera che avrà effetti negativi sul fronte dell?assistenza e della qualità del servizio.

Divise, invece, le associazioni. Per Teresa Petrangolini, leader del Movimento federativo democratico, il riordino, che non sta tenendo conto delle precise realtà locali, dovrebbe essere concordato con i cittadini. Favorevole ai tagli dei piccoli ospedali quando questi sono privi delle attrezzature necessarie ad assistere i pazienti, quando il personale è scarsamente preparato, quando le strutture sono fatiscenti se non addirittura pericolose, invece, il Codacons.

Un primo assaggio di ciò che potrebbe accadere viene da Domodossola. Nonostante la protesta di una trentina di mamme che dopo aver occupato il municipio sono riuscite a portare in piazza diverse migliaia di persone, l?ospedale san Biagio ha chiuso il reparto di ortopedia mentre ha i giorni contati quello di ginecologia. La vicenda è diventata un caso politico dopo che ieri il presidente del consiglio comunale, il leghista Michele Marinello, ha restituito al presidente della giunta regionale del Piemonte Enzo Ghigo la bandiera della Regione per protestare contro la chiusura dei reparti. Un gesto definito «gravissimo, plateale e offensivo» dal capogruppo di Fi alla Regione, Valerio Cattaneo, e dall?assessore regionale Ettore Racchelli.

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