8 Febbraio 2018

Codacons: ‘Sparita la scala della discordia’

 

“Così come era misteriosamente comparsa, altrettanto misteriosamente scompare. Sulla sicurezza dei bambini non si scherza. Così lo scorso 9 gennaio concludevamo il nostro intervento relativo alla scala metallica apparsa nottetempo sulla già ripida scalinata dell’ accesso della scuola Patari-Rodari di Catanzaro. L’ intervento del Codacons, che aveva formalizzato una istanza di accesso al Comune di Catanzaro, era derivato dalla repentina realizzazione di una scala esterna che avrebbe dovuto consentire un ulteriore accesso all’ edificio scolastico. La definiamo “improvvisa”, per l’ assenza dell’ obbligatorio cartello di cantiere – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – e proprio per questo motivo abbiamo chiesto spiegazioni. Trattandosi di opere che vanno ad incidere sulla sicurezza di una scuola – prosegue Di Lieto – abbiamo ritenuto doveroso chiedere copia, non solo delle autorizzazioni tecnico-amministrative, ma anche del verbale dell’ avvenuto collaudo. Infine abbiamo diffidato il Comune, laddove la realizzazione dell’ opera non fosse stata eseguita nel rispetto della normativa vigente ovvero non fosse stata sottoposta a collaudo, di impedire con ogni mezzo l’ accesso e di provvedere all’ immediata adozione di tutte le opportune cautele, onde scongiurare qualsiasi incidente. Ciò perché il Comune deve garantire, tutelare e monitorare lo stato di continua adeguatezza delle scuole alle norme vigenti nonché la sicurezza dei minori. Oggi quella scala è scomparsa. Senza che dal comune siano giunte le obbligatorie risposte. Ed allora trovano conferma tutte le nostre preoccupazioni circa un’ opera eseguita in maniera pericolosa e, probabilmente, “abusiva”. Sicuramente un episodio poco edificante. Non certo un bell’ esempio quello fornito dal Comune. Ma ora a preoccupare – continua Di Lieto – è quella porta che, rimossa la scala, apre sul vuoto. Oggi stesso formalizzeremo una ulteriore diffida per omissione di atti d’ ufficio nonché per l’ immediato ripristino dell’ edificio scolastico. Non vorremmo che all’ interno della palestra qualche sconsiderato abbia lasciato le maniglie antipanico, che consentirebbero ai bambini di aprire quella porta che, oggi, affaccia sul vuoto”.

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