Codacons spara a zero sulle motivazioni
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fonte:
- il Tirreno
costa concordia, l’ associazione parte civile critica i passaggi relativi al generatore di emergenza.
GROSSETO A Codacons, da sempre, moltissimi aspetti del processo per il naufragio della Concordia non sono piaciuti. La motivazioni della sentenza recentemente depositate non fanno eccezione. L’ associazione dei consumatori, parte civile al processo (specie per dimostrare le responsabilità di Costa Crociere), attacca duramente in un comunicato, anche sul proprio sito web, vari passaggi della sentenza. Contraddizioni, letture forzate, conclusioni inaccettabili, secondo Codacons. «Nonostante molti dei morti siano stati trovati affogati nella tromba dell’ ascensore rimasta aperta per il gravissimo mancato funzionamento del generatore di emergenza – scrive Codacons – e per gli altrettanto gravi difetti di progettazione del sistema degli ascensori (come accertato dai periti del Tribunale), il Tribunale ha pensato di affermare che, semmai, si sarebbe in presenza di una “concausa” e non di causa esclusiva e determinante delle morti! Come se il “concausare” un assassinio fosse fatto di poca gravità e si potesse per questo mandare assolto il co-assassino». Secondo Codacons, di Costa e del costruttore non sarebbero state sufficientemente riconosciute le responsabilità a proposito del malfunzionamento proprio del generatore di emergenza. Scrivere, come fa il collegio del Tribunale, che l’ irregolare funzionamento degli ascensori non potrebbe certo ritenersi un fattore causale assolutamente eccezionale vorrebbe dire, secondo Codacons, «che il generatore di emergenza, fatto appunto per entrare in funzione in condizioni di emergenza, può andare in tilt proprio quando queste condizioni si verificano». Un assurdo, secondo l’ associazione dei consumatori che definisce «agghiaccianti» quelle conclusioni. «Il Codacons – si legge ancora nella nota – sta preparando un dossier per il Consiglio superiore della magistratura e per la Procura di Genova che ha in corso una indagine sulla denuncia di omicidio colposo proposta dall’ associazione. Nel dossier si farà anche presente che da documentazione acquisita dall’ Associazione presso il Rina grazie a due favorevoli sentenze del Tar di Genova sembrerebbe emergere la gravissima circostanza secondo cui nessun collaudo del generatore di emergenza sarebbe stato mai effettuato». Insomma, il processo Concordia – a prescindere dagli sviluppi in appello – è ancora lontano dalla conclusione.
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