15 Gennaio 2021

Codacons si costituisce parte civile

BARI  – Il  Codacons  annuncia  la  richiesta  di  costituirsi  parte  civile,  anche  in  rappresentanza  degli  azionisti  che  si  affideranno  all’associazione  entro  il  18  gennaio,  nell’udienza  preliminare  che  inizierà  il  28  gennaio  nei  confronti  di  tre  ex  amministratori  della  Banca  Popolare  di  Bari,  accusati  di  ostacolo  alla  vigilanza  false  comunicazioni  sociali,  «che  hanno  contribuito  causare  il  dissesto  della  banca  – dice  l’associazione  mandare  in  fumo  risparmi  dei  piccoli  azionisti».  Il  Codacons,  che  già  assiste  centinaia  di  azionisti  nell’altro  processo  in  corso  sulla  gestione  dell’istituto  di  credito  barese,  chiederà  «il  risarcimento  del  danno  subito  causa  della  perdita  di  valore  delle  proprie  azioni,  oltre  al  danno  morale»  che  l’associazione  quantifica  in  «10  mila  euro  ciascuno».  Il  filone  d’inchiesta  al  via  il  28  gennaio  è  il  secondo  sulla  vecchia  governance  della  banca  che  arriva  davanti  al  giudice,  dopo  quello  in  corso  carico  di  Marco  Gianluca  Jacobini,  padre  figlio  rispettivamente  ex  presidente  ed  ex  condirettore  generale,  accusati  di  aver  falsificato  per  anni  bilanci  prospetti  di  aver  ostacolato  l’attività  di  vigilanza  di  Bankitalia  Consob.  Nel  primo,  le  parti  civili  che  hanno  chiesto  di  costituirsi  sono  quasi  3mila  Questo  secondo  procedimento,  sulle  cosiddette  «operazioni  baciate»,  riguarda  di  nuovo  Gianluca  Jacobini,  con  Giuseppe  Marella  Nicola  Loperfido,  rispettivamente  ex  responsabili  dell’Internal  Audit  della  Direzione  Business  della  banca.  Si  tratta  di  uno  dei  filoni  sulla  gestione  della  banca,  commissariata  dicembre  2019,  relativo  alle  cosiddette  “operazioni  baciate”,  che  nell’aprile  scorso  ha  portato  al  sequestro  di  beni  per  circa  16  milioni  di  euro.  Nel  procedimento  sono  individuate  come  persone  offese  Banca  d’Italia  Consob.  Stando  alle  indagini  della  guardia  di  finanza,  coordinate  dal  procuratore  facente  funzione  Roberto  Rossi  dai  sostituti  Savina  Toscani  Federico  Perrone  Capano, li  indagati  avrebbero  concesso  finanziamenti  ad  alcuni  clienti  della  banca,  prevalentemente  grossi  gruppi  imprenditoriali,  patto  che  poi  fossero,  almeno  in  parte,  «direttamente  indirettamente  utilizzati  per  l’acquisto  di  azioni  proprie,  complessivamente  incidenti  sui  fondi  propri  della  banca,  in  negativo,  per  48,9  milioni  di  euro».  valore  delle  azioni  così  vendute,  cioè,  di  fatto  comprate  con  fondi  della  banca  stessa,  sarebbe  poi  stato  inserito  indebitamente  nel  patrimonio  di  vigilanza  così  falsificando  sovrastimando  la  situazione  economica  dell’istituto  di  credito.  In  questo  modo  gli  ex  dirigenti  della  Popolare  di  Bari  avrebbero  ingannato  Bankitalia  tutti  gli  altri  soci  presentando  una  solidità  finanziaria  inesistente,  «non  corrispondente  al  vero»  «sovrastimata». 

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