3 Giugno 2014

Codacons: «Sarà una stangata» Anci: «Chiesti troppi sarcifici»

Codacons: «Sarà una stangata» Anci: «Chiesti troppi sarcifici»

SASSARI «In assenza di detrazioni, la Tasi produrrà una stangata per le famiglie sarde meno agiate che hanno case di minor valore e per quelle più numerose». Non usa giri di parole il presidente del Codacons regionale Diana Barrui, convinta che la nuova imposta sui servizi indivisibili che, insieme alla Tari, ha sostituito l’ Imu sia molto peggio di quest’ ultima tassa. «Anche senza innalzare ulteriormente l’ aliquota della Tasi dal 2,5 al 3,3 per mille – aggiunge la presidente dell’ associazione per la difesa dei consumatori – pagheranno di più tutte le famiglie con una rendita catastale inferiore a 793 euro. In presenza di un figlio la soglia sale a 992 euro. Con due figli si sale a 1190 euro. Le differenze non sono da poco. Chi ha una rendita catastale di 400 euro pagava, di Imu, senza figli, 69 euro». Famiglie disagiate. Facendo una semplice disequazione, si scopre che, in assenza di detrazioni, anche senza innalzare ulteriormente l’ aliquota della Tasi dal 2,5 al 3,3 per mille, a pagare di più saranno le famiglie meno facoltose, quelle che abitano in una casa con minore rendita catastale e quelle numerose, con più figli. «Demandando tutta la scelta delle detrazioni ai comuni in nome di un presunto federalismo – contina Diana Barrui – il Governo non solo non è in grado di mantenere la promessa fatta agli italiani che non si sarebbe pagato di più con la Tasi, ma rischia di penalizzare le famiglie con case di minor valore e, quindi, si presume, meno ricche». Calcolatrice alla mano, per risparmiare nel passaggio da Imu prima casa a Tasi, in assenza di figli, con aliquota Tasi allo 0,25%, la rendita catastale deve superare 793,65 euro, altrimenti si pagherà di più. In presenza di un figlio la soglia sale a 992 euro. Con due figli si sale a 1190,47 euro. «Chi ha una rendita catastale di 400 euro pagava, di Imu, senza figli, 69 euro – aggiunge la presidente del Codacons – di Tasi ora ne pagherà 168, ossia 99 euro in più. Differenza che sale a 168 in presenza di 2 figli. Con rendita da 500 euro l’ aggravio nel passaggio da Imu a Tasi va da 74, senza figli, a 174, con due figli». Le detrazioni. Naturalmente i comuni potranno, se lo vorranno, rimettere le detrazioni di 200 euro per l’ abitazione principale e di 50 euro a figlio, ma non è detto che lo facciano. Inoltre se lo faranno a prezzo di un innalzamento dell’ aliquota, il risultato finale sarà ancora peggiore per chi non usufruirà della detrazione. Il Governo, infatti, ha solo fissato che le detrazioni, che restano però eventuali se non si innalza l’ aliquota massima, dovranno andare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli, ma è evidente che l’ espressione è talmente generica che ci saranno sicuramente delle famiglie ingiustamente penalizzate. Insomma «per il Codacons – conclude Diana Barrui – l’ errore madornale del Governo di varare una Tasi piatta, senza fissare precisi paletti nelle detrazioni, non solo rischia di far pagare la Tasi a parte di quei 5 milioni di famiglie che, grazie alle detrazioni, non pagavano l’ Imu, ma penalizzerà sicuramente le famiglie che pagavano poca Imu, favorendo e alleggerendo l’ imposta per chi pagava di più». I Comuni sardi. Dopo il no tassativo al rinvio per il pagamento della prima rata della Tasi, l’ Anci nazionale ha teso la mano al Governo. Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci – aveva proposto un doppio regime: mantenere la scadenza del 16 giugno per i Comuni che hanno già deliberato, far slittare al 16 settembre il pagamento negli altri che avranno così il tempo di deliberare le aliquote entro il 31 luglio. Nell’ isola il direttore regionale dell’ Anci, Umberto Oppus, si schiera dalla parte dei cittadini. «È vero che l’ Anci nazionale aveva detto no alla proroga per il pagamento della prima rata – spiega Oppus – perchè ai Comuni, che ormai hanno le casse vuote, quei soldi servono quanto prima, ma è anche vero la Tasi è un tributo aggiuntivo che va a gravare sui bilanci delle famiglie, alle quali era stato promesso che sarebbe stata abolita la tassa sulla prima casa. La spending review del Governo nel biennio ha visto tagliati i trasferimenti per Mandas di 125mila euro – aggiunge Oppus – il Fondo Unico regionale per il 2014 è stato tagliato di 35mila euro e il patto di stabilità impone un blocco, al momento, di 378mila euro. Non basta – continua il direttore dell’ Anci – il Governo per recuperare i soldi dell’ Imu ha imposto ai comuni la Tasi. Ma con che coraggio – conclude il sindaco – poi impongono alle amministrazioni di chiedere alle proprie comunità altri sacrifici?».
 

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