3 Gennaio 2012

Codacons: "I saldi sono già cominciati"  

Codacons: "I saldi sono già cominciati"
  "A Roma l’80% dei negozi non aspetterà il 5 gennaio"

I saldi sono già cominciati, sono pochi i commercianti che attenderanno la data ufficiale fissata per il 5 gennaio. La denuncia arriva dal Codacons che in questi giorni ha effettuato delle verifiche a campione a Roma e Milano riscontrando che "i saldi sono già iniziati nell’80% dei negozi della capitale e nel 75% di quelli milanesi". Diverse le modalità scelte dai negozianti. "Da chi mette sfacciatamente le scritte promozionali in vetrina rischiando la multa, a chi invia ai clienti sms, lettere, tessere sconto o, molto più semplicemente, abbassa il prezzo al momento dell’acquisto".
LIBERALIZZARE I SALDI – Per il Codacons si tratta "dell’ennesima dimostrazione di quanto sia anacronistico e ridicolo che le regioni debbano ancora fissare ogni anno le date dei saldi invece di lasciare piena libertà ai commercianti di scegliere quando scontare la propria merce. Il settore del commercio – spiega l’associazione – è ancora ben lungi dall’essere stato liberalizzato con il provvedimento sugli orari e sulle aperture libere. Le mancate liberalizzazioni costano ai cittadini ben 5,5 miliardi di euro a causa del ritardo nel commercio al dettaglio alimentare, e 2,5 miliardi per il commercio al dettaglio non alimentare".
E LE VENDITE SOTTOCOSTO – Da qui la richiesta dell’associazione al nuovo ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera "non solo i saldi liberi ma anche la soppressione del Regolamento del Consiglio dei Ministri sulle vendite sottocosto del 23/02/2001 che impedisce al negoziante di vendere sottocosto per più di 3 volte all’anno, per una durata superiore a 10 giorni, per più di 50 prodotti e se non sono passati almeno 20 giorni dall’ultima vendita sottocosto". "Questo – conclude il Codacons – è un Paese al contrario: puoi vendere una arancia ad un milione di euro, dato che manca la definizione di “prezzo anomalo”, ma non puoi venderlo sottocosto".
NORMA SEMPRE PIÙ VIOLATA – E sulla liberalizzazione degli sconti è d’accordo anche l’Adiconsum che definisce la stagione dei saldi "anacronistica e inefficace, una norma violata sempre di più dagli stessi commercianti, che ormai operano – giustamente secondo Adiconsum – secondo leggi di mercato e non secondo leggi pensate e scritte nel dopoguerra". Si chiede l’associazione: "Che senso hanno i saldi quando le nostre città sono ormai piene di negozi che fanno promozioni e liquidazioni e con una presenza massiccia di outlet con grandi griffe con sconti anche del 30-40%? Il commercio elettronico riesce a far risparmiare significativamente i consumatori, non solo quando acquistano servizi quali viaggi e vacanze, ma anche quando acquistano abbigliamento, arredamento per la casa, ecc. Pensare che – soprattutto in un periodo di crisi – i saldi coprano il flop delle vendite registratosi in dicembre è illusorio oltre che anacronistico. E’ tempo di cancellare la legge sui saldi e dare piena realizzazione ad una completa liberalizzazione del commercio, solo così i consumatori potranno godere di un abbattimento dei prezzi, con un sempre migliore rapporto qualità-prezzo dei prodotti acquistati".
UN NUOVO SLANCIO AL MERCATO – E sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Saponaro, presidente della Commissione Pmi (Piccola e media impresa) del consiglio regionale del Lazio: "È maturo il momento per procedere alla definitiva liberalizzazione delle vendite di fine stagione – dichiara Saponaro –  In questo difficile contesto sociale ed economico occorre adottare scelte coraggiose in grado di liberare risorse ed energie a sostegno della ripresa" Secondo Saponaro, "anche tra i commercianti sta crescendo il partito di chi sostiene che la liberalizzazione delle date di avvio dei saldi costituisca uno strumento utile per introdurre maggiore concorrenza nel mercato e stimolare la ripresa delle vendite. Ciò – ha concluso Saponaro – darebbe nuovo slancio al mercato, contribuendo a favorire anche le piccole imprese che puntano sulla fidelizzazione del cliente e sulla qualità del servizio".
 

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