29 Aprile 2008

Codacons: portare il taglio delle accise a 8 centesimi di euro al litro

Nuovo record storico per il prezzo del petrolio che ieri ha sfiorato nel mercato after hours i 120 dollari al barile, esattamente a 119,93. Il prezzo ha poi ripiegato a 118,51 dollari sul mercato di New York. A determinare il rimbalzo è stata la chiusura dell`oleodotto di BP che dal Mar del Nord distribuisce circa il 40% della produzione di greggio britannica. La chiusura è stata causata dallo sciopero alla raffineria di Grangemouth che ha tagliato le forniture. Continuano inoltre le tensioni in Nigeria, dove domenica sono stati uccisi 5 poliziotti. Dal 25 aprile, sottolinea la Bloomberg, la produzione è diminuita del 50%. Sui massimi rimane anche il Brent. Il greggio di riferimento europeo con consegna a giugno viaggia infatti sui 117 dollari al barile a un passo dal record storico di 117,56. Il presidente dallAci, Enrico Gelpi, ha inviato un telegramma al presidente del Consiglio Romano Prodi e al futuro premier Silvio Berlusconi chiedendo urgentemente una legge che sterilizzi l`accisa sui carburanti, ovvero un provvedimento che la sganci dai continui aumenti di prezzo. E il prezzo del barile potrebbe anche arrivare a toccare i 200 dollari al barile. Non esclude questa possibilità il presidente dell`Opec e ministro dell`energia algerino Chakib Khelil, che spiega che ormai a spingere verso l`alto il prezzo del greggio è la debolezza del dollaro. “Interrogato sulla possibilità che il greggio arrivi ai 200 dollari, il ministro non ha escluso questa eventualità, spiegando che la sua crescita è ormai agganciata all`andamento del dollaro“, riferisce la versione online del quotidiano algerino El Mudjahid. Il presidente dell`Organizzazione dei Paesi produttori ha spiegato che “ogni volta che il dollaro scende dell`1%, il prezzo del barile aumenta di 4 dollari al barile e viceversa“. Quindi, ha aggiunto, se il biglietto verde si rafforzasse del 10%, il prezzo dell`oro nero si ridurrebbe di 40 dollari al barile. Ed ecco che l`aumento “dei prezzi dei carburanti avvenuto negli ultimi mesi determinerà “una stangata di circa 600 euro annui a famiglia“. Lo sostiene il Codacons, che di fronte alla nuova ondata di rincari nei listini dei carburanti, rivolge un appello al vincitore delle elezioni Silvio Berlusconi e al prossimo Governo, suggerendo tre provvedimenti prioritari. Il Codacons calcola che il caro-petrolio costerà 600 euro annui a famiglia, prendendo in considerazione le maggiori spese per il pieno e i risvolti negativi sulle tariffe luce, gas, riscaldamento e sui prezzi nel settore alimentare. “Ci appelliamo a Berlusconi e al nuovo Governo, affinchè mettano in campo da subito misure atte a ridurre gli effetti negativi del caro-petrolio, che attualmente pesano come un macigno sulle tasche dei cittadini“, afferma il Presidente dell`associazione, Carlo Rienzi. Il Codacons suggerisce quindi tre provvedimenti prioritari: l`apertura immediata della vendita di carburanti presso la grande distribuzione; l`installazione dei “benzacartelloni“ in tutti i quartieri delle città, come incentivo alla concorrenza; la riduzione della pressione fiscale portando il taglio delle accise a 8 centesimi di euro al litro.

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