25 Maggio 2003

Codacons: pochi siciliani sanno che si voterà per il referendum


Oggi e domani si vota… e lo sanno tutti. Domenica 15 e lunedì 16 giugno si torna alle urne per il referendum… e lo sanno pochi. Inutile per quanto sia, l`esercizio del voto referendario ormai è fissato e il cittadino, sicuramente sfiduciato visto i precedenti (ricordate i referendum per l`abolizione del ministero dell`Agricoltura, del Turismo, ecc…, sulla responsabilità dei giudici?…), che non hanno sortito alcunchè sia pure dopo il parere scaturito dall`urna, non sembra sia interessato più di tanto a quella consultazione. Un sondaggio telefonico del Codacons Sicilia effettuato nelle nove province sui referendum del 15 e del 16 giugno offre risultati scontati quanto sconcertanti. Il 60 % degli intervistati, che hanno deciso di rispondere alle domande, non sa nemmeno che il 15 ed il 16 giugno si voterà per qualcosa. Il 10% sa che si vota ma non è in grado di spiegare l`argomento dei quesiti referendari. Il 15% è a conoscenza sia del referendum sull`articolo 18 che di quello sostenuto dal Codacons sulla servitù coattiva di elettrodotto. Il 15 % sa solo dell`esistenza del referendum sull`articolo 18. In conclusione dal sondaggio emerge che l`85 % dei siciliani non è a conoscenza del referendum in materia ambientale. Il vice presidente nazionale del Codacons Francesco Tanasi ha dichiarato: «sono convinto che se i siciliani sapessero dell`esistenza di questo referendum che vuole combattere l`elettrosmog voterebbero nella stragrande maggioranza ?si?. Lo sappiamo che sono sensibili su questo argomento. Ogni volta che in Sicilia viene installata una stazione radio base riceviamo decine di telefonate di protesta. Ma per vincere dobbiamo superare questo muro di indifferenza. Il rischio è che non si superi il quorum. Se a circa venti giorni dal voto il 60% dei siciliani non sa neanche che si deve andare a votare e l`85 % ignora l`esistenza del referendum sugli elettrodotti, è impossibile vincere». «Ci appelliamo agli organi di informazione perché sia aperto un dibattito sulle ragioni del ?sì? e del ?no? su un argomento che riguarda il futuro di tutti noi», ha concluso Tanasi.

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