28 Gennaio 2017

Codacons: pesa l’ incertezza politica confcommercio: no a manovre aggiuntive

Giù la fiducia dei consumatori, meglio le imprese
Codacons: pesa l’ incertezza politica confcommercio: no a manovre aggiuntive

Istat, a gennaio giudizio negativo sul futuro. Retribuzioni, minimo storico R.E. Non è un quadro positivo, quello tracciato dall’ Istat su alcuni indicatori importati. A gennaio 2017 scende la fiducia dei consumatori – mentre sale quella delle imprese in tutti i settori, con l’ eccezione del commercio al dettaglio. In sostanza: le imprese credono nella ripresa, il consumatore però rimane sfiduciato e non spende. Di contro, a gennaio 2017 le opinioni dei consumatori sul proprio bilancio familiare raggiungono il livello medio del periodo gennaio -febbraio 2007, dunque -per la prima volta – a livelli pre crisi. Segna però il passo la retribuzione oraria, cresciuta in media dello 0,6% rispetto all’ anno precedente segnando dunque l’ aumento più basso mai registrato dall’ Istat in almeno 34 anni, ovvero dal 1982. Numeri «da ottovolante» secondo Confesercenti, mentre le associazioni dei consumatori chiedono all’ esecutivo un piano nazionale del lavoro. Il dato sulla fiducia è comunque abbastanza composito. Quella dei consumatori scende da 110,9 a 108,8 punti, pur sempre a un livello superiore rispetto a quello di novembre 2016: ma vede una differenza tra la percezione, negativa, della situazione economica e del clima futuro che passa da 133,3 a 124,8, e quella invece positiva legata alla situazione corrente e personale da 106,2 a 107,6 e da102,7 a 103,8, in crescita per il quarto mese consecutivo. Per quel che riguarda economia e futuro, c’ è un peggioramento dopo il miglioramento dello scorso mese: per il giudizio il saldo passa da -41 a -52 e per le aspettative da -17 a -28. In particolare, rispetto a dicembre 2016 aumenta il numero di chi ritiene i prezzi in aumento così come crescono le aspettative sulla disoccupazione, da 20 a 33. Il mondo produttivo L’ indice composito del clima di fiducia delle imprese (Iesi) aumenta da 100,2 a 102,5, trainata soprattuto dalle costruzioni. Migliora infatti la fiducia nel settore manifatturiero (l’ indice passa da 103,7 a 104,8), nelle costruzioni (da 120,4 a 123,9) e nei servizi (da 102,5 a 105,4). Nel dettaglio, nel comparto ma nifatturiero migliorano sia i giudizi sugli ordini (da -12 a -10) sia le attese sulla produzione (da 12 a 13), il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce; per le costruzioni, giù i giudizi sugli ordini (da 28 a -31) mentre migliorano le aspettative sull’ occupazione (da -13 a -6 il saldo). Da segnalare in controtendenza il commercio al dettaglio, dove l’ indice scende da 107,5 a 103,3: peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti, sia le attese sulle vendite future (il saldo passa rispettivamente da 13 a 8 e da 25 a 24). Secondo il Codacons sul giudizio delle famiglie pesano evidentemente il quadro di incertezza politica, ma anche la raffica di rincari registrata a gennaio: dai carburanti a frutta e verdura, dai pedaggi alle bollette luce e gas. Confesercenti lancia l’ allarme per «un qua dro stagnante o di debolezza del mercato interno». Per Federconsumatori e Adusbef gli ultimi dati confermano che «l’ Italia non riesce a lasciarsi alle spalle la fase di preoccupazione e di crisi. Da troppo tempo non si parla più dei problemi reali, è ora di occuparsene con rapidità». Più positiva la lettura di Confcommercio, secondo cui «dentro un quadro economico molto fragile emergono tuttavia, interessanti indizi di vitalità. Come un’ ulteriore crescita del grado di utilizzo degli impianti nel quarto trimestre del 2016, che lo riporta ai livelli pre -crisi». Fermo però l’ altolà a qualsiasi ipotesti di «manovre aggiuntive, che potrebbero deteriorare ulteriormente la fiducia delle famiglie e comprimere la nascente propensione a investire da parte delle imprese». l’ Unità Sabato, 28 Gennaio 2017.
 
 

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