16 Luglio 2008

Codacons: per le famiglie una stangata di 1.500 euro all`anno

Codacons: per le famiglie una stangata di 1.500 euro all`anno
La voce vacanze al mare ha subìto aumenti medi del 6%

ROMA – Le spese di una famiglia per una settimana di mare in una località italiana, tra viaggio, albergo, spiaggia e optional, superano i 3mila euro, in base ai calcoli di Federconsumatori. Ma a certificare il caro-spiaggia è lo stesso Istat, che ieri ha ufficializzato i dati sull`inflazione, salita a giugno al 3,8%, un livello che non si registrava da 12 anni. E tra le tante voci in aumento, spicca quella proprio relativa alle spese per noleggiare ombrellone, sdraio e lettini negli stabilimenti balneari: il balzo su base annua è infatti pari al 9%. Un rialzo che pesa sulle tasche di molte famiglie partite per le vacanze al mare o stanno per farlo. Questa, però, non è l`unica voce che ha subito rincari. E lo sa bene chi ha optato per il campeggio proprio con l`obiettivo di contenere le spese. In base alle stime dell`Istat, infatti, i servizi camping sono cresciuti del 6,2% in un anno. Male anche aerei e traghetti: i trasporti aerei sono saliti del 13,4% e quelli marittimi del 9,3. Il mare resta senz`altro in cima alle preferenze degli italiani. Ma trascorrere una settimana in una località italiana costa sempre più. Federconsumatori ha messo a punto una scheda in cui ha tenuto conto un po` di tutti i principali costi: dal carburante al gelato, dall`autostrada all`ombrellone, dall`albergo alle escursioni. Risultato: la spesa complessiva per una famiglia media ammonta a 3.104 euro, il 6% in più rispetto un anno fa, quando era ferma a quota 2.920. Il dato sull`inflazione è per il Codacons la conferma che “i rincari degli ultimi 6 mesi determineranno a fine 2008 per gli italiani una stangata di circa 1.500 euro a famiglia. Non un solo provvedimento è stato preso per prevenire speculazioni o ridurre la filiera agroalimentare“ continua l`Associazione dei consumatori, ricordando che da oltre un anno il caro prezzi è sotto i riflettori e che contro ciò in settembre è stato anche organizzato uno “sciopero della pasta“. “Ora, però, dopo mesi di inerzia, il rischio è che si passi dall`inflazione alla stagflazione, considerato che oltre all`aumento dei prezzi si sta registrando un calo vistoso degli acquisti anche in settori a domanda rigida come quello alimentare. Perciò – conclude Codacons – chiediamo la riduzione delle accise sui carburanti ed il congelamento di tutte le tariffe: luce, gas, autostrade, acqua, rifiuti, canone Rai“.

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