Codacons: no alle intercettazioni inutili
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fonte:
- La Stampa
“Vittorio Emanuele, nella privacy della cella, può denigrare i giudici, poichè ciò rientra nel diritto di critica“
POTENZA. “Il Csm punisca severamente chi autorizza e diffonde intercettazioni inutili“: è questa la richiesta avanzata oggi dal Codacons e dall`Associazione utenti della giustizia dopo la pubblicazione di nuove intercettazioni su Vittorio Emanuele di Savoia, registrate nello scorso giugno durante la sua permanenza nel carcere di Potenza. “Senza entrare nel merito dello scandalo che ha coinvolto il principe, vicenda di competenza della magistratura – hanno affermato le due associazioni – è ora di mettere un freno alla diffusione selvaggia di intercettazioni che appaiono del tutto inutili e ingiustificate. Nello specifico, se Vittorio Emanuele ha gabbato a suo tempo i giudici francesi, questo vuol dire che egli ha esercitato bene il suo diritto etico e giuridico di difendersi, e che probabilmente quei giudici che hanno sbagliato erano o incapaci, o corrotti“. “Inoltre – hanno aggiunto Codacons e Associazione utenti della giustizia – Vittorio Emanuele, nella privacy della sua cella, può denigrare anche i giudici che lo hanno arrestato, poichè ciò rientra nel suo sacrosanto diritto di critica. I giudici insultati – hanno concluso le due associazioni – avrebbero dovuto astenersi dal decidere sulla richiesta di revoca del divieto di espatrio, proprio in quanto parti offese rispetto alle ingiurie di Vittorio Emanuele“.
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