22 Gennaio 2019

Codacons, nel mirino i camici bianchi

– PERUGIA – DODICI NOMI – tra cui ex primari, professori universitari e luminari negli specifici settori di chirurgia, malattie infettive o pneumologia – di Perugia e altrettanti di Terni che hanno percepito finanziamenti dalle case farmaceutiche «pur essendo forse pienamente legittimi», è specificato, compaiono nell’ elenco messo in rete dal Codacons nell’ ambito di un’ operazione trasparenza avviata in tutta Italia. La cifra più alta percepita – 2mila e 200 euro – è rinconducibile, secondo il Codacons, a “spese contrattualmente concordate, accessorie al corrispettivo per servizio o consulenza, incluso viaggio e alloggio” e prende in considerazione il 2015 e il 2016. L’ elenco può essere consultato – previa registrazione – dai pazienti che vogliano sapere se il proprio medico ha usufruito da finanziamenti da parte delle multinazionali del farmaco. Codacons spiega di aver «inviato una diffida agli Ordini dei medici di Perugia e Terni volta a garantire la trasparenza in favore dei cittadini e rendere noti i rapporti tra i camici bianchi operanti in Umbria e le aziende farmaceutiche». A ieri il presidente dell’ Ordine di Perugia, Graziano Conti non aveva comunque ricevuto alcuna diffida. «Da oggi tutti i cittadini residenti in Umbria possono verificare se il proprio medico curante ha ricevuto finanziamenti dalle aziende produttrici di farmaci, grazie all’ elenco pubblicato sul sito www.codacons.it contenente tutti i nomi dei medici “finanziati” – spiega l’ associazione – Finanziamenti che, pur essendo forse pienamente legittimi, devono essere chiaramente dichiarati, comprensivi delle loro finalità, in modo da garantire piena trasparenza agli utenti. In tal senso abbiamo deciso di diffidare gli Ordini dei medici affinché dispongano in capo ai camici bianchi della regione l’ obbligo di indicare all’ interno dei propri studi tutti i rapporti con le aziende farmaceutiche, esponendo appositi cartelli volti ad informare i pazienti circa i legami con le multinazionali». Il Codacons ha annunciato di voler chiedere alla Guardia di Finanza di verificare se le entrate siano state dichiarate. Eri.P.

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