Codacons: l`Italia rischia la sete
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fonte:
- Il Nuovo.it
MILANO – Dichiarare lo stato di calamità naturale per le zone più colpite dalla siccità. Questa è la proposta avanzata dal Codacons per cercare di arginare il problema della mancanza dell`acqua. Il comitato per la tutela dei diritti dei consumatori oltre a prendere atto della grave situazione provocata da temperature del tutto alterate rispetto alle medie stagionali, denuncia anche gli sprechi dovuti ad una rete idrica inefficiente.
L`avarizia d`acqua che ha contraddistinto quest`inverno sembra doversi protrarre anche in primavera. Rendendo l`emergenza, se possibile, ancora più drammatica. Ad essere investite del problema siccità non sono solo le regioni o città abituate a convivere con il razionamento d`acqua, ma anche realtà che fino a poco tempo fa non lamentavano problemi di appovvigionameto, come la pianura padana.
Dopo l`arsura che ha portato al razionamento dell`acqua in Sicilia e Sardegna, finalmente è arrivata la pioggia. Ieri è piovuto a dirotto per tutto il giorno in Sardegna, in particolare nella parte sud-orientale, ed è previsto l`arrivo di un`ulteriore perturbazione che porterà nuove piogge sino a sabato. Ma le tanto attese precipitazioni non sembrano per ora tali da attenuare le restrizioni in vigore e gli effetti negativi della prolungata siccità. – Il Sar, il Servizio Agrometeorologico della Sardegna, avvisa che la situazione non è migliorata e che per sopperire alla drammatica situazione serve molta più pioggia. Nei quattro invasi che gestisce l` Esaf, Torrei, Sos Canales, Birighinzu e Bau Pressiu, la situazione non è variata di molto. “La situazione resta drammatica – spiega il direttore dell`Esaf, l` ing. Carlo Pautasso – basti pensare che il Torrei è praticamente vuoto, mentre il Birighinzu, su un volume di 12,5 milioni di mc, ne contiene attualmente soltanto due milioni e mezzo“.
E le cose non vanno meglio in Sicilia, dove gli studiosi parlano di desertificazione incombente.In un anno gli invasi sono entrati in sofferenza notevole: nel marzo del 2001 contenevano 333 milioni di metri cubi d` acqua, attualmente 155. Negli ultimi sei mesi, poi, sono caduti 250 millimetri di pioggia contro i 500 dell`analogo periodo precedente. Il disagio riguarda sostanzialmente tutte le nove province, con ricadute negative sia in città sia in agricoltura.
Ma se queste zone si possono considerare avvezze a fronteggiare problemi simili, la particolarità di quest`anno è l`estensione della siccità anche a zone “non sospette“. La situazione è grave, infatti, anche nel Veneto e in Lombardia.
In Veneto l`unica speranza è che ci siano precipitazioni consistenti nelle prossime settimane anche per evitare danni alle colture: sono già in corso le semine del mais che necessitano di acqua e la crisi si sta facendo sentire sulle colture specializzate in floro-vivaismo. C`è da aggiungere che gli invasi montani non sono stati riempiti per le scarse precipitazioni nevose del periodo invernale: di solito è proprio da qui che vengono rilasciate le acque per incrementare la portata naturale del fiume Brenta durante il periodo estivo. Basti pensare che nei primi tre mesi di quest`anno non ci sono state alte maree eccezionali, solo due volte si è andati a +81-82 centimetri. Nei primi tre mesi del 2001, invece, le maree superiori agli 80 centimetri erano state 46, una sola nello stesso periodo del 2000.
A lanciare, invece, l`allarme in Lombardia è l`Ersal, l`Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Lombardia che avverte “ la mancanza di pioggia può provocare gravi rischi alle colture“. A marzo, le precipitazioni sono state ovunque inferiori alla norma, soprattutto in pianura, “con un deficit attorno all`80% nella provincia di Mantova, dove i valori non hanno superato i 10 millmetri, e attorno al 65% in alcune zone del bresciano“.
E` sulla base di questi dati che il Codacons ha proposto al governo di dichiarare lo stato di calamità naturale. Ma questo dramma naturale è aggravato dalle disfunzioni della rete idrica nazionale. Questa anziché portare l`acqua nelle abitazioni dei cittadini, perde fino al 40% del suo carico a causa delle strutture spesso troppo vecchie e deteriorate.
A proposito il Codacons propone l`intervento del Ministero delle Infrastrutture per realizzare le necessarie opere di manutenzione e ammodernamento affinché vengano evitati gli inutili e abbondanti sprechi di acqua potabile fino ad oggi realizzati.
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