25 Settembre 2008

Codacons: L’ex cantoniera è stata svenduta

Secondo l’associazione il compendio di Torbole vale almeno 6 milioni di euro

 Impedire che l’ex casa cantoniera di Tempesta passi in mani private e, qualora questo sia impossibile, far sì che essa non venga svenduta. Questo lo scopo della diffida a sospendere l’asta che nei giorni scorsi l’avvocato roveretano Gloria Canestrini, referente regionale del Codacons, ha inviato alla "Patrimonio Trentino Spa", dopo essere stata contattata dal Gruppo Culturale Nago-Torbole, presieduto da Gianni Mazzocchi, e indirettamente dalle 26 associazioni che in questa vicenda fanno riferimento al gruppo stesso. "Credo ci siano gli estremi per fermare la vendita – afferma il legale – sia dal punto di vista morale che da quello giuridico. Si tratta di una proprietà unica nel suo genere che vale molto più di 2 milioni e mezzo di euro". La vera e propria villa principale, l’edificio adiacente più piccolo, il parco enorme e bellissimo, l’incredibile posizione sul lago fanno dell’ex cantoniera una perla in grado, secondo Gloria Canestrini, di far impallidire la residenza che George Clooney ha sul lago di Como. "Abbiamo fatto una valutazione del compendio – continua la rappresentate del Codacons – affidandoci alla Guida Casa della Fimaa (Federazione italiana mediatori e agenti d’affari) e il risultato è stato sconcertante: il reale valore del compendio si aggira attorno ai 6-7 milioni di euro. Mi sembra vergognoso, insomma, sia che la base d’asta fosse di 2 milioni, inizialmente addirittura era solo di un milione e 200 mila, sia che ad aggiudicarsela sia stato un privato con un’offerta di due milioni e mezzo. Per questo, come Codacons chiediamo che questo patrimonio resti alla comunità di Torbole, destinato ad utilizzo che sarà la comunità stessa, attraverso l’amministrazione comunale, a decidere. Se ciò non fosse possibile, ma gli spazi legali per fare un passo indietro ci sono, riteniamo che quel paradiso debba essere venduto al suo prezzo reale e non "regalato" come si vorrebbe fare ora". Intanto, la cortina di riserbo eretta attorno ai cinque partecipanti all’asta s’è diradato. E così, s’è saputo che l’offerta più alta (2 milioni 510 mila euro) è stata fatta da Alessandro Arnaldi di Mezzolombardo, commerciante che in questo caso ha avuto il ruolo di prestanome per mantenere il più a lungo possibile l’anonimato del vero offerente. Che peraltro dovrà "uscire allo scoperto" nei prossimi giorni per il rogito. Nelle altre quattro buste, aperte lunedì mattina, c’erano le offerte di "Arcese Immobiliare srl" (2.310.000), della "Mi.ma.re srl" di Lavis (2.269.000), del bolzanino Klaus Stuffer (2.216.00 euro) e della "Ko.bo.bau srl" (2.068.505) pure di Bolzano.

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