2 Febbraio 2007

Codacons: “La Provincia deve fare di più“

Codacons: “La Provincia deve fare di più“
In tribunale ci sono più cause per scontri sugli sci che in auto
Alla prossima vittima denunceremo gli enti locali che non fanno quanto previsto dalle norme di prevenzione sui caroselli bianchi

TRENTO. Dopo la tragedia sulle piste del Tonale (due giovani sciatori morti per uno scontro incredibile lungo una pista deserta) il Codacons attacca la Provincia di Trento: “La legge per la sicurezza delle piste non è stata applicata correttamente in ogni sua parte“. In particolare il comitato per la difesa dei consumatori sostiene che non sarebbe stato rispettato l`obbligo di affiggere le regole di condotta per gli sciatori con adeguata visibilità. E presso la sezione civile del tribunale le cause legate agli infortuni sciistici hanno raggiunto e superato – per numero – quelle per gli incidenti stradali. La minaccia del Codacons è chiara: “Al prossimo incidente citeremo in giudizio gli enti locali che non rispettano la legge“. Il riferimento è alla mancata applicazione della legge del 24 dicembre 2003 per la sicurezza nella pratica degli sport invernali. Tra gli articoli della legge non rispettati – sottolinea l`associazione dei consumatori – c`è anche l`articolo 5 (comma 3) che prevede l`obbligo di esporre le regole di condotta garantendo adeguata visibilità. “L`unico cartello visibile è solitamente quello dell`obbligo del casco per i minori di anni 14. Praticamente assenti sono le regole di condotta (velocità, sorpasso, precedenza, incrocio, stazionamento, transito e risalita, sci fuori pista), ossia quelle norme di comportamento che, se conosciute e rispettate, potrebbero evitare tragedie come quella di ieri“ si legge in una nota diffusa dal Codacons. Il comitato ricorda inoltre che se i gestori degli impianti non rispettano la norma sulla segnaletica gli enti locali possono intervenire revocando l`autorizzazione: “Un`altra norma che non è applicata con rigore“. E gli infortuni sulle piste aumentano di numero e gravità, tanto che nelle aule di giustizia aumenta il numero di cause per infortuni sciistici, tanto da raggiungere e superare quelle per incidenti stradali (almeno in alcune zone del Trentino). Il magistrato Giulio Adilardi – giudice civile a Clese – conferma: “Le due realtà non sono comparabili, ma in dato assoluto è vero che le piste da sci impegnano la giustizia forse più delle strade“. E da Bruxelles Franco Frattini – che oltre ad essere vice presidente della commissione europea è anche maestro di sci – ieri ha promosso un incontro con l`obiettivo di lavorare all`uniformazione delle legislazioni nazionali in materia di sicurezza sugli sci.

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