17 Giugno 2019

Codacons: la nuova legge è solo fumo negli occhi

D’ ora in poi, la truffa agli anziani diventerà un reato autonomo e sarà punito con la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 500 a 2.000 euro. Il disegno di legge che cambia le regole è stato approvato all’ unanimità in Senato, ora manca solo il via libera della Camera. Tutti coloro che approfittavano della condizione di debolezza degli anziani per spillare soldi, spacciandosi per venditori o fornitori di gas, telefono e così via, dovranno risarcire integralmente la persona truffata se vogliono usufruire della sospensione condizionale della pena. Secondo noi del Codacons, la nuova legge contro le truffe agli anziani, rischia di essere solo “fumo negli occhi” se la norma non sarà modificata rendendo più facile l’ accertamento delle prove di reato. Lo afferma il Codacons, che da anni si batte contro il fenomeno dei raggiri perpetrati da veri e propri professionisti della truffa a danno degli anziani. Allo stato attuale il testo del disegno di legge rischia di non apportare un grande contributo alla lotta contro i truffatori. Il problema risiede infatti nella prova che deve essere fornita circa la truffa messa in atto, prova che spesso la magistratura per mancanza di tempo ed organico non si preoccupa di ricercare. Per tale motivo e considerato che sempre più spesso tali raggiri avvengono via telefonica, il Codacons chiede oggi ai parlamenti di modificare la norma in oggetto, prevedendo l’ esistenza di semplici indizi come prova di reato, con particolare riferimento all’ intestazione delle utenze telefoniche utilizzate per mettere in atto le truffe. Solo prevedendo come reato il possesso di un numero telefonico usato per truffare sarà possibile arginare il fenomeno e salvare gli anziani dai raggiri. A dimostrazione delle carenze della magistratura italiana ci basti citare il caso, uno per tanti, di una anziana signora di Salerno alla quale un truffatore, spacciandosi al telefono per il nipote, ha estorto denaro. Caso finito all’ attenzione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua a Vetere che però solo pochi giorni fa ha chiesto l’ archiviazione della vicenda, ritenendo non sufficiente a dimostrare il reato il possesso e l’ intestazione dell’ utenza telefonica da cui è partita la truffa. Quindi, se da un lato è comprensibile l’ atteggiamento della Procura della Repubblica, rimane Il problema della prova che deve essere fornita circa la truffa messa in atto, prova che la magistratura per mancanza di tempo ed organico non si preoccupa di ricercare. Allora forse è il caso di rendere più facile l’ accertamento delle prove di reato ed a questo dovrebbe pensare la nuova legge per non essere, come dicevamo sopra, solo “fumo negli occhi”. Proponiamo, quindi, al parlamento di inserire come prova Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: I codacons.campania@gmail.com

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