11 Aprile 2014

Codacons: infondato l’ allarme deflazione

Codacons: infondato l’ allarme deflazione

L’allarme deflazione lanciato oggi dalla « Bce è decisamente infondato». Lo ha ribadito il Codacons spiegando che «in primo luogo, l’ attuale disinflazione non va confusa con la deflazione» e, inoltre, perchè «le famiglie non hanno rallentato la loro spesa perchè si attendono un calo ulteriore dei prezzi, ma semplicemente perchè hanno finito i soldi e sono ridotte sul lastrico». L’ associazione dei Consumatori spiega che è dal 2007 che le famiglie, ininterrottamente, hanno frenato la loro spesa persino per beni indispensabili come i prodotti alimentari, ma lo hanno fatto non certo per l’ aspettativa di una riduzione dei prezzi (nel 2008 l’ inflazione era al 3,3%, nel 2012 al 3%) ma solo perchè lo stipendio non basta più ad arrivare a fine mese. «Non siamo quindi di fronte a un fenomeno di tesaurizzazione» ribadisce il Codacons, incalzando sul fatto che quando i prezzi raddoppiavano subito dopo l’ introduzione dell’ euro nessuno se di interesse di riferimento su livelli pari o inferiori a quelli attuali. Dal bollettino si lancia anche un monito affinchè le politiche di bilancio favoriscano la crescita, ma non abbassino la guardia sulla riduzione del debito. Per quanto riguarda l’ occupazione, sebbene dai mercati del lavoro provengano i primi segnali di miglioramento, la disoccupazione resta elevata nell’ area dell’ euro, insieme a una forte capacità produttiva inutilizzata. Secondo i dati della Bce, la variazione del tasso di disoccupazione tra ottobre 2013 e febbraio 2014 ha seguito un andamento calante dall’ estate del 2012. «Nondimeno – sottolinea la Bce – l’ ultima rilevazione è superiore di 4,7 punti percentuali rispetto al minimo registrato a marzo 2008, prima dell’ inizio della crisi finanziaria». L’ Eurotower rileva contenute pressioni di fondo sui prezzi nell’ area dell’ euro a medio termine. Le aspettative di inflazione per l’ area nel medio -lungo periodo continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’ obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%”. In prospettiva, si aggiunge, «il Consiglio direttivo seguirà gli andamenti con molta attenzione e prenderà in considerazione tutti gli strumenti disponibili. Esso è fermamente determinato a mantenere un elevato grado di accomodamento della politica monetaria e a intervenire con prontezza, se necessario». ne preoccupava, mentre ora che stanno semplicemente rallentando la loro crescita, tutti si agitano e si preoccupano. Per l’ associazione dei consumatori il calo dell’ inflazione non può essere demonizzato. La legge della domanda e dell’ offerta non può piacere a fasi alterne, solo quando la domanda sale e i prezzi crescono. «Se anche ci fosse un calo dei prezzi, questo servirebbe a salvaguardare il potere d’ acquisto delle famiglie e a ridare loro capacità di spesa».

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