Codacons: il governo ci guadagna
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fonte:
- Il Piccolo
ROMA Prezzi della benzina “alle stelle“, consumatori “massacrati“, governo Berlusconi “arricchito“. La denuncia arriva dal Codacons che, di fronte agli aumenti dei prezzi dei carburanti, ha calcolato quanto nel 2005 è finito nelle casse dello Stato, tra Iva e accise. Secondo l`associazione di tutela dei consumatori, che ha rielaborato i dati dell`Unione petrolifera, all`erario sono arrivati lo scorso anno 36,1 miliardi di euro, risultato della somma di 24,5 miliardi di accise e 11,6 miliardi di Iva. La cifra record, afferma il Codacons, non dipende solo dall`aumento del costo del petrolio che ha spinto in alto anche il prezzo ai distributori ma anche dall`incremento delle imposte sulla benzina, ritoccate al rialzo per tre volte durante i cinque anni di governo del centrodestra. Il primo rialzo risale al decreto del 30 giugno del 2001, ricordano i consumatori. Il decreto legge disponeva che dal primo ottobre l`accisa salisse da 0,520 euro al litro a 0,542 per la benzina e da 0,382 a 0,403 euro al litro per il gasolio. Il secondo ritocco è stato invece quello del 24 dicembre 2003, quando il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri fu finanziato proprio con l`aumento delle imposte sui carburanti (da 0,542 a 0,559 euro al litro per la verde). L`ultimo decreto citato dal Codacons risale infine al 21 febbraio 2005 “relativo a interventi urgenti in materia di tutela ambientale e per la viabilità e la sicurezza stradale“. L`imposta è così arrivata a 0,564 euro al litro per la benzina e a 0,413 per il gasolio. Nonostante il calo dei consumi di benzina che hanno da anni un trend discendente, “il governo – afferma l`associazione – ha proseguito ogni anno ad aumentare gli incassi, sia con le accise che con l`Iva“. Unica eccezione il 2005, dove, “a fronte di un calo record dei consumi di benzina, che scendono di ben 1,1 milioni di tonnellate, da 14,6 a 13,5 milioni di tonnellate, le accise restano sostanzialmente stabili passando da 24,8 miliardi di euro a 24,5 (in ogni caso nel 2005 gli incassi complessivi salgono di 0,7 miliardi di euro)“. Di fronte ai nuovi “allarmanti“ incrementi delle quotazioni del petrolio, il Codacons “si appella quindi al nuovo governo chiedendo interventi mirati ad alleviare le spese delle famiglie per i carburanti, tagliando, come prima mossa, le accise di almeno 20 centesimi di euro ed eliminando le speculazioni sui prezzi alla pompa“. Ma le ripercussioni sono anche a livello di economia e bilancio statali. Vale a dire che senza l`aumento medio del 42% del prezzo del Brent nel 2005, nel 2004 la media era stata di 38,2 dollari a barile, e senza contare le risorse finanziarie che si sarebbero liberate per gli investimenti, il Pil italiano sarebbe aumentato almeno dello 0,79. L`allarme è quindi per l`economia e per le tasche dei consumatori: le stime tra Federconsumatori e Adoc divergono sulle dimensioni della stangata, da 180 a 234 euro in più a famiglia solo per il consumo di carburanti. Poi bisogna considerare luce e gas e l`impatto negativo su tutti i beni di consumo per effetto dell`incremento dei costi di trasporto.
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