19 Febbraio 2013

CODACONS IL DIRITTO AL RISARCIMENTO PER UNA VACANZA ROVINATA

CODACONS IL DIRITTO AL RISARCIMENTO PER UNA VACANZA ROVINATA

di Raffaella D’ Angelo*  Ci si imbatte sempre più spesso nel termine vacanza rovinata, ma, su cosa tale termine significhi o sul perché tale fattispecie debba trovare nel nostro ordinamento un diritto risarcitorio non v’ è molta chiarezza. Il rischio è che il turista, vittima di un “pregiudizio” durante la propria vacanza, cada nell’ errore di pensare di poter richiedere chissà quale risarcimento, così da imbarcarsi in costose, quanto infruttuose azioni legali. È possibile definire il danno da vacanza rovinata come il pregiudizio sofferto dal turista a causa dell’ inadempimento contrattuale dell’ organizzatore turistico durante l’ esecuzione del viaggio tutto compreso. Dall’ inadempimento contrattuale dell’ organizzatore del viaggio, quindi possono derivare al viaggiatore due tipi di danno, il primo di natura patrimoniale (esempio la perdita del bagaglio), il secondo di natura non patrimoniale (lesione del periodo di svago e riposo determinato dalla mancanza di indumenti e beni personali), ossia il c.d. “danno da vacanza rovinata”.Con Sentenza del 12 marzo 2002, n. C-168/00, la Corte di Giustizia dell’ U.E. ammise per la prima volta la risarcibilità di natura non patrimoniale del danno da “vacanza rovinata rilevando che “in linea di principio il consumatore -turista ha diritto al risarcimento del danno morale derivante da inadempimento o da cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio tutto compreso”. La Corte di Giustizia Ue recepì il principio secondo cui il consumatore di servizi turistici ha diritto al risarcimento anche del danno morale derivante dall’ inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in esecuzione di un contratto turistico. Oggi il D.lgs 206 del 2005 – cd Codice del Consumo – trova nuova conferma nel codice del turismo con il quale il legislatore si pronuncia sulla quantificazione di tale evento dannoso che deve essere collegata al tempo di vacanza inutilmente trascorso, all’ irripetibilità dell’ occasione perduta e alla motivazione del viaggio. * Uff. Legale Campania.

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