Codacons: esecutività alla confisca con il commissario ad acta
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
I Verdi Europei chiedono alla Commissione Ue di rivedere la decisione sulla risorse per lo stabilimento siderurgico di Taranto per «violazione del regolamento Recovery». Se-condo la delegazione italiana dei Greens/EFA, composta da Rosa D’AmatoAmato, Eleonora Evi, Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini,«i soldi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e reislienzaI rischiano di finire in un progetto di falsa decarbonizzazione, con livelli di emissioni pari e peggiori delle attuali, senza una Valutazione dell’Impatto Sanitario. Mentre il Just transition fund rischia di essere uno specchietto delle allodole, tanto più se il territorio non sarà ancora una volta coinvolto”.In vista della valutazione da parte della Commissione europea dei Piani di Ripresa e Resilienza Nazionali, «prevista entro il 30 giugno, ma probabilmente anticipata già a metà mese, la delegazione italiana dei Greens/EFA – viene spiegato – ha inviato una lettera alla Commissione europea per sottolineare la necessità di uno scrutinio attento dei Piani in base ai criteri di valutazione previsti dal Regolamento». Raccogliendo «valutazioni e segnalazioni di esperti, associazioni e cittadini – riferisce l’eurodeputata tarantina Rosa D’Amato – abbiamo identificato dei casi ‘impresentabili’, in cui i requisiti dettagliati dal Regolamento RRF e dalle linee guida della Commissione sono stati violati, elusi o ignorati». La problematica degli «impresentabili» del Recovery Plan, puntualizzano i Greens, riguarda «anche la situazione relativa all’impianto siderurgico ex-Ilva di Taranto, che vede la creazione di nuovi altiforni DRI e forni elettrici, ma con il mantenimento di 2 altiforni a carbone, senza che vi sia una valutazione d’impatto ambientale e una valutazione d’impatto sanitario, come richiesto invece dalla direttiva 2014/52/UE. Continueremo – proseguono gli europarlamentari- a raccogliere segnalazioni e valutazioni sul Piano e a denunciare non solo i casi di aperta violazione del diritto europeo, ma anche quelli – più numerosi – di scelte incoerenti e inefficienti nella distribuzione delle risorse, che compromettono il raggiungimento dei nostri obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusivo ed equo». Dopo la sentenza di primo grado del processo Ambiente Svenduto sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva negli anni di gestione della famiglia Riva, per il Codacons «il Governo resta a guardare, con i Ministri Giorgetti e Cingolani colpevoli di totale immobilismo in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato e dei ricorsi d’appello che saranno presentanti contro le condanne inflitte dai giudici». Secondo l’associazione dei consumatori «non si può pensare di attendere le future decisioni che saranno adottate negli altri gradi di giudizio prima di dare attuazione pratica all’ordine della Corte d’Assise che, come noto, ha disposto la confisca dell’area a caldo». Il Codacons preannuncia una istanza alla Procura di Taranto con la quale chiede «di dare esecuzione immediata alla decisione della Corte di confiscare l’area a caldo, anche attraverso la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al Governo, in quanto la grave situazione dell’inquinamento di Taranto non permette di attendere fino al giudizio della Cassazione, trattandosi di interessi primari che riguardano la salute dei cittadini»
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