Codacons: «Enti locali incriminabili»
-
fonte:
- Corriere Adriatico
Ancona «Enti locali e gestori delle strade risponderanno da oggi del reato di omicidio stradale. Lo prevede una circolare del Ministero dell’ Interno inviata a Prefetture, Questure, Carabinieri, Polizia e Finanza, che chiarisce l’ applicazione del nuovo reato introdotto di recente nel nostro ordinamento». Lo sottolinea in una nota il Codacons. Si tratta, viene evidenziato, di «una vera e propria rivoluzione che finalmente riconosce le responsabilità degli enti locali e delle società stradali in tutti quei casi in cui il pessimo stato dell’ asfalto determina incidenti e provoca morti. La circolare del Ministero relativa all’ omicidio stradale stabilisce infatti che «Il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade anche se il responsabile non è un conducente di veicolo. Infatti, le norme del Codice della strada disciplinano anche comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli». La circolare, aggiunge il Codacons, «fa espresso riferimento all’ art. 14 del Codice della strada secondo cui “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonchè delle attrezzature, impianti e servizi b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”». «Questo significa – afferma il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – che se un automobilista o un motociclista muore a seguito di un incidente provocato da una buca sull’ asfalto o dalla cattiva manutenzione della strada, il gestore della stessa strada risponderà del reato di omicidio stradale, Sindaci, imprese e gli stessi ingegneri responsabili dei lavori di manutenzione stradale rischiano quindi di finire in carcere se non garantiranno un adeguato livello di sicurezza delle strade. Una misura che il Codacons – conclude Rienzi – invoca da tempo e che finalmente diventa realtà». La legge ha visto come prima firmataria la deputata pesarese Alessia Morani che ha ricordato come «il dibattito sia stato rapido e fruttuoso con un provvedimento che finalmente prevede l’ introduzione di un nuovo reato e sancisce così la certezza della pena. E’ una legge che rende giustizia a tutte le famiglie delle vittime della strada e che sostiene il difficile lavoro di quanti operano nella sicurezza stradale. L’ obiettivo è salvare vite». Diverse le associazioni che si sono battute per l’ approdo della legge. Tra queste quella creata dai genitori del giovane Francesco Saccinto di Corinaldo travolto e ucciso da un ubriaco: «Non riavremo il nostro ragazzo – ha detto il padre Vittorio – ma spero che non si debba più piangere per vittime innocenti». I genitori avevano mandato una email al premier Renzi per chiedere l’ introduzione dell’ omicidio stradale. E il capo del governo si era impegnato in tal senso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: buche, Carlo Rienzi, micidio stradale, strade
