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21 Febbraio 2005

Codacons e Listaconsumatori reclamano l`immediata riapertura

Chiaravalle Codacons e Listaconsumatori reclamano l`immediata riapertura

Psichiatria sempre chiusa

Chiamati in causa Gianfranco Luzzo e Aldo Corea

CHIARAVALLE CENTRALE – Si torna a parlare delle disfunzioni registrate nel reparto di Psichiatrica dell`ospedale cittadino al servizio di una vasta area dell`entroterra e della fascia costiera. I rappresentanti delle associazioni Codacons e Listaconsumatori delle Preserre e del Basso Jonio, hanno chiesto l`intervento dell`assessore regionale alla Sanità, Gianfranco Luzzo per il ripristino dei servizi sanitari all`interno del reparto di Psichiatrica dell`ospedale civile “San Biagio“. «Il reparto di Psichiatria- scrivono le associazioni in difesa dei consumatori – deve riaprire i battenti al più presto perché i pazienti con disturbi mentali hanno bisogno di un rapporto continuo e di fiducia con il loro medico». Il reparto venne chiuso nel luglio scorso dopo l` incendio provocato da un paziente. Non ci furono feriti ma solo danni alla struttura del reparto e all`impianto elettrico, causati dal fumo. La direzione del complesso ospedaliero “Soverato-Chiaravalle“ da allora ha dichiarato lo stato di inagibilità e la conseguente inibizione dei servizi e dei ricoveri. Ciò, ha provocato i disagi segnalati, prima dai familiari dei pazienti affetti da disturbi mentali, costretti a rivolgersi ad altre strutture fuori provincia e adesso dalle associazione a difesa dei diritti dei cittadini. Codacons e Listaconsumatori Calabria si domandano: «Come mai dopo tanto tempo il reparto continua a restare inattivo? I ritardi si sono accumulati nella mancata soluzione del problema?» Al massimo responsabile della sanità regionale, le associazioni chiedono l` immediato intervento finalizzato a rendere di nuovo agibile il reparto di Psichiatria nel minor tempo possibile. Un messaggio chiaro e forte che è arrivato sul tavolo del commissario straordinario dell`Azienda sanitaria n. 7 Aldo Corea, chiamato in causa per sopperire ai ritardi accumulati e dalla minaccia che la branca riservata ai pazienti con disturbi mentali possa finire fuori ospedale per essere impiantata sui Poli ambulatoriali territoriali, secondo alcuni indirizzi contenuti nel Piano aziendale. Ecco il pericolo di ulteriori deficienze nella struttura ospedaliera di via M. Ceravolo, alle prese con le problematiche legate al Progetto di riconversione.

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