17 Febbraio 2005

Codacons e Listaconsumatori chiedono l`intervento dell`assessore

S.Biagio Chiaravalle. Codacons e Listaconsumatori chiedono l`intervento dell`assessore Luzzo

Psichiatria chiusa, scoppia la protesta

I familiari per l`attivazione del reparto annunciano la mobilitazione

CHIARAVALLE- MONTA la protesta dei cittadini del comune delle Preserre che si chiedono da tempo perché il reparto di Psichiatria del “San Biagio“ dopo sette mesi ancora non riapre. Una situazione di grave disagio specie per i familiari di pazienti con problemi psichici che, come abbiamo scritto dalle colonne del “Quotidiano“, nei giorni scorsi hanno protestato in modo vivace promettendo di mobilitarsi qualora non si risolva al più presto il problema.

Ora il Codacons e Listaconsumatori chiedono l`intervento dell`assessore regionale alla Sanità, Gianfranco Luzzo. «Il reparto di Psichiatria- scrivono le associazioni in difesa dei consumatori- deve riaprire i battenti al più presto perché i pazienti con disturbi mentali hanno bisogno di un rapporto continuativo e di fiducia con il loro medico».I cittadini di Chiaravalle e del comprensorio, quindi chiedono a gran voce la sua riapertura. Nel mese di luglio come ricordano le associazioni Codacons e Listaconsumatori- il reparto venne chiuso a causa di un incendio provocato da un paziente che diede fuoco al suo letto. Non ci furono feriti ma solo danni alla struttura causati dal fumo. Da allora il reparto è stato dichiarato inagibile e l`attività è stata bloccata, generando un disagio non indifferente a pazienti e familiari, costretti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie, fuori dalla provincia. Codacons e Listaconsumatori Calabria si domandano: Come mai dopo tanto tempo il reparto continua a restare inattivo? Possibile che ancora non sia stato risolto il problema? Le associazioni, quindi, si rivolgono all`assessore regionale alla Sanità e chiedono un intervento immediato al fine di rendere di nuovo agibile il reparto di psichiatria nel minor tempo possibile. Come sottolineato anche dai familiari dei pazienti del “San Biagio“ che presentano disturbi mentali ­ sostengono Codacons e Listaconsumatori Calabria ­ il rapporto di fiducia che si viene a creare tra malato e medico curante in questo caso è ancora più importante. Sradicare un paziente e trasferirlo altrove, in una struttura sconosciuta e nuova, significa interrompere quel rapporto di continuità indispensabile alla riuscita della terapia. «Per tale motivo ­ concludono le associazioni ­ ci aspettiamo un intervento immediato dai vertici della sanità regionale al fine di tutelare i diritti dei malati del reparto psichiatrico del “San Biagio“ di Chiaravalle».

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