Codacons e Comitati, appello alle istituzioni regionali
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Tutti insieme per chiedere alle istituzioni di intervenire contro l`inquinamento e per avanzare proposte valide per l`intera regione, Bologna compresa. Sulla tema dello smog si mobilita anche il Codacons (coordinamento delle associazioni per la protezione dell`ambiente e la difesa di utenti e consumatori) che in accordo con numerosi Comitati formula un documento per le amministrazioni pubbliche regionali. Le linee del documento ? che contiene interventi a breve, medio e lungo termine, utili a riportare i valori degli inquinanti nei limiti di legge ? sono state illustrate ieri nella sede della Provincia. Le proposte messe a punto al termine di un impegno unitario di comitati e Codacons non stanno nei confini della sola amministrazione di Bologna, ma è la situazione del capoluogo a trovarsi subito al centro degli interventi. Il primo a chiamare in causa palazzo D`Accursio è Otello Ciavatti (comitato piazza Verdi) che mostra un volume del 1968 di uno studioso amerciano dove si evidenziano i nessi tra aria inquinata e malattie respiratorie: «A fronte della circostanziata denuncia del clinico Schiavina arrivano risposte di non qualità. Esprimiamo la nostra solidarietà nei suoi confronti e invitiamo chi gli ha risposto a leggersi questo libro: potrà trovarci motivi utili per il proprio lavoro». L`affondo prosegue quando parla Barbara Rinaldi (comitato Al Crusel), che ricorda come, nei primi due mesi e mezzo del 2002, il livello delle polveri fini ha superato per 50 volte il limite che le norme Ue indicano, fissando in un massimo di 35 volte l`anno il numero di giorni di sforamento. «Questa amministrazione fa finta di prendere provvedimenti che poi non vengono fatti rispettare», afferma la Rinaldi. Le fa eco Ercole Poli (comitato Sos San Ruffillo): «Qui manca è il controllo», commenta. E sul fronte dell`impegno a far decollare sistemi di trasporto pubblico come il servizio ferroviario metropolitano denuncia: «Atc e Comune fanno ostruzionismo». Duro anche l`assessore provinciale Forte Clò: «Avevo avvertito Schiavina: `se ti avvicini alla Provincia te li troverai contro`. Così è stato: ora esiste la categoria dei pneumologi comunisti».
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