17 Dicembre 2009

Codacons e centrodestra contro la Comunità Montana Vallo di Diano

 PADULA. Codacons e centrodestra contro la Comunità Montana Vallo di Diano che non ha incluso nei progetti da candidare all’Accordo di Reciprocità quello della riattivazione della tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro, chiusa al traffico dal lontano 1987. «Contribuire in modo sostanziale ai costi del progetto di ripristino della Sicignano-Lagonegro, attingendo ai fondi europei di cui all’ Accordo di Reciprocità, poteva essere l’ultima occasione – sottolinea il responsabile del Codacons-Settore Trasporti per il Vallo di Diano, Rocco Panetta, per risolvere finalmente l’annoso problema della chiusura al traffico dell’importante linea ferroviaria. La sua riapertura è stata da sempre considerata tra le priorità rilevanti nel sistema trasporti del nostro comprensorio. E lo è ancora di più ora che, dal 13 dicembre scorso, è attiva l’alta velocità ferroviaria tra Torino e Salerno, città, quest’ultima, a meno di 70 km dal Vallo di Diano. Trenitalia, senza il contributo finanziario delle istituzioni locali, non è disposta a riattivare la suddetta ferrovia». Molto dura la presa di posizione del centrodestra, che boccia senza riserva le proposte della Comunità Montana contenute nel progetto ”Città Vallo di Diano: Porta Sud della Campania”, che recepisce tutte le istanze dei sindaci del Vallo. Il finanziamento richiesto per tale progetto – si legge in una nota di Giovane Italia – «si presentava come una grande opportunità di sviluppo comprensoriale che poteva interessare diversi settori economici». E come il Codacons, anche Giovane Italia individua nel ripristino della ferrovia Sicignano-Lagonegro il progetto al quale destinare i finanziamenti di cui all’Accordo di Reciprocità. Si tratta di una proposta che, ove fosse seguita da fatti concreti, porterebbe a risultati utili per l’intero Vallo di Diano. «I sindaci del Vallo di Diano – sostiene il centrodestra – hanno invece pensato ad una ipotesi progettuale che risponde soltanto alla ”logica del politichese” e alla necessità di accontentare i singoli sindaci in ordine alle richieste avanzate a vantaggio dei rispettivi comuni». E, così facendo, afferma Giovane Italia, ancora una volta «i sindaci del Vallo di Diano, tutti Pd, hanno perso una grande opportunità per uno sviluppo, non singolare, ma complessivo del Vallo di Diano, che non potrà mai avvenire senza un’adeguata rete di trasporti». Ma cosa rispondono dall’ente comunitario di Padula Certosa? «I sindaci del Vallo di Diano – sottolinea il presidente della Comunità Montana, Raffaele Accetta – ritengono fondamentale e strategica la riattivazione della ferrovia. Essa, tuttavia, non poteva essere lo strumento per candidare il progetto, per precisi motivi tecnici». L’Accordo, infatti, spiega il presidente Accetta, riguarda progetti da realizzare in un solo territorio che siano di competenza degli enti locali, mentre la Sicignano-Lagonegro è addirittura interregionale ed è gestita dalle Ferrovie dello Stato. Quanto poi al progetto ”Città Vallo: Porta Sud della Campania”, esso – afferma con forza il presidente Accetta – è espressione del Partenariato Isituzionale Locale (Pil), appositamente costituito il 6 ottobre scorso per la candidatura all’Accordo di Reciprocità in rappresentanza, oltre che dei 14 comuni della Comunità Montana Vallo di Diano, anche di quello di Pertosa.

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