20 Settembre 2020

Codacons e Articolo 32 a difesa del servizio di Neuropsichiatria

Luigina Pileggi Codacons e Articolo 32/97 si mobilitano per il servizio di Neuropsichiatria infantile. Un servizio essenziale, spesso però sottovalutato, che ha visto lunghe e continue battaglie da parte di tante famiglie che prima di lottare contro questa malattia, sono costrette a combattere contro la burocrazia. Da qui l’ intervento di Codacons e Articolo 32/97 che, rivolgendosi a Regione, ministero della Salute e ai parlamentari calabresi, chiedono che anche in Calabria sia assicurata un’ assistenza a 360 gradi ai bambini con disagio, anche al fine di evitare la continua migrazione sanitaria. Per questo è stata chiesta l’ istituzione di un tavolo tecnico permanente, che affronti anche l’ offerta regionale e universitaria, oltre che territoriale del servizio di neuropsichiatria infantile. «La realtà con cui associazioni come il Codacons devono purtroppo confrontarsi quotidianamente è quella di intere famiglie devastate sia da diagnosi spesso tristissime per i propri figli – ha spiegato l’ avvocato Claudio Cricetti – sia dall’ impossibilità di trovare in Calabria strutture efficienti, coordinate e altamente specializzate che consentano di seguire il paziente neonato o di età pediatrica, con patologie neuropsichiatriche. Vi è un rilevante numero di pazienti pediatrici e, spesso, del reparto di neonatologia con patologie tali da richiedere i servizi multidisciplinari della neuropsichiatria infantile e che se da un lato riscontrano l’ esistenza di figure mediche altamente professionali, dall’ altro si scontrano con un apparato strutturale che, il più delle volte, impedisce la presa in carico effettiva e totale dei pazienti in quanto, purtroppo il personale medico specialistico si trova a lavorare in condizioni spesso non ottimali dal numero di sostituti, dal personale tecnico disposto a garantire più turni, dagli strumenti medici necessari sia per diagnosi che controlli o monitoraggi». Da qui la richiesta, alla Regione e all’ Asp, di istituire un tavolo tecnico permanente per la realizzazione di un reparto universitario, regionale e multidisciplinare di Neuropsichiatria infantile che possa costituire «un punto di riferimento qualificato sia per gli utenti/pazienti che per il personale medico di base, nonché per le strutture territoriali, combattendo i fenomeni della migrazione sanitaria e dei servizi assistenziali resi da soggetti privati sprovvisti di strutture e supporti multidisciplinari con pregiudizio sia economico che proprio di tutela della salute per i piccoli pazienti». E ciò anche al fine di assicurare all’ utenza tutti quei servizi di cura, riabilitazione ed assistenza (ad esempio per utenti affetto da adhd-dsa, disturbi dello spettro autistico, cefalea, epilessia, psichiatria dell’ età evolutiva, follow-up neonato a rischio) che spesso «sono offerti da soggetti privati purtroppo senza una supporto multidisciplinare con costi e pregiudizi per i piccoli pazienti e le famiglie». Le due associazioni hanno inoltre chiesto di nominare e formare, all’ interno del tavolo tecnico, una commissione che abbia il compito di delineare alcune linee di indirizzo clinico-organizzative di riferimento per operatori, gestori di servizi, decisori, familiari e utenti, che consentano una «più appropriata gestione tanto delle problematiche in sé quanto della loro trattazione all’ interno degli ospedali, tanto in regime di ricovero, quanto ambulatoriale». «In Calabria è difficiletrovare strutture coordinate ed efficienti»

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