16 Dicembre 2001

Codacons e Adusbef: raffica di aumenti ingiustificati

Prezzi, effetto arrotondamento

Codacons e Adusbef: raffica di aumenti ingiustificati

ROMA La corsa agli euroarrotondamenti è cominciata. A quanto pare, in barba a tutte le raccomandazioni dei vertici nazionali ed europei, nelle principale città italiane solo 2 negozi su 10 hanno mantenuto invariati i prezzi di novembre, mentre gli altri hanno effettuato ritocchi per eccesso compresi tra il 20 ed il 40%. L´amara constatazione, a 17 giorni dall`entrata in vigore della moneta unica, viene da Codacons e Adusbef. «Molti negozianti al dettaglio e grandi società, ma anche enti pubblici hanno hanno spinto i listini verso l´alto in tutta tranquillità, visto che gli accordi stipulati al ministero dell`Industria non prevedono sanzioni per gli esercenti che non rispetteranno i patti», commentano Carlo Rienzi ed Elio Lannutti, rispettivamente presidenti delle due associazioni di consumatori. Altro che spirito europeo! Ecco un esempio dalle rilevazioni Codacons sulle vendite al dettaglio: una scatola di biscotti che fino ad ottobre costava 2900 lire ora è prezzata 1,60 euro, pari a 3098 lire, ma alla cassa l´acquirente ne paga 3100 lire, tanto per dare un´altra arrotondata in attesa della moneta unica. Anche prodotti di base, come il pane, hanno subito la stessa sorte, o peggio: le associazioni di consumatori denunciano aumenti di 300 lire su un chilo di pane all´olio, passati da 4900 a 5227 lire, ovvero 2,70 euro. La lista delle stilettate al portafoglio dei cittadini è lunga: il biglietto del cinema, in gran parte delle sale, è passato da 13.000 a 13.554 lire, per arrotondare a 7 euro. Anche la cultura «arrotonda», come i 58 musei italiani che dal 1° gennaio costeranno più cari, dagli Uffizi di Firenze (biglietto a 12.585 lire, ovvero 6,50 euro, dalle precedenti 12.000) sino al top degliaumenti: il biglietto cumulativo per Colosseo, Palatino, Museo Nazionale Romano e Villa dei Quintili che dalle attuali 33.000 passerà a 38.725 lire, 30 euro al cambio. Nemmeno un caffè alla «macchinetta» mette al riparo dagli aumenti: ai distributori le bevande che prima costavano 500 lire, ovvero 0,26 euro, adesso ne costano 0,27 euro (522 lire) con la chiave elettronica, ma chi paga in monete deve tirar fuori 600 lire, con un aumento del 20%. Poi i treni: il Codacons ha scoperto smagliature negli adeguamenti delle Fs, come in Emilia Romagna, dove il costo dell`abbonamento mensile «entro 30 km» è stato arrotondato per eccesso a 37,19 euro anzichè a 37,18. E anche la speranza di un terno al Lotto costerà di più, la giocata minima dovrebbe passare ad 1 euro, cioè da 1000 a 1.936,27 lire.

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