13 Gennaio 2012

Codacons e Adoc sul piede di guerra   

Codacons e Adoc sul piede di guerra 
 

 
Giungono le prime segnalazioni pervenute alle associazioni consumatori, sui saldi invernali partiti il 2 gennaio, legate a presunte irregolarità come truffe e raggiri ai danni degli acquirenti, intenti a fare shopping in tempi di crisi e recessione. Nei giorni scorsi era stato il Codacons a parlare di centinaia di segnalazioni di consumatori in merito a irregolarità legate ai saldi invernali, quali il rialzo dei prezzi prima dell’ applicazione dello sconto su capi come scarpe, maglioni e altri prodotti d’ abbigliamento. Mentre l’ Adoc etnea parla addirittura di un negozio su due che "bara". Secondo Claudio Melchiorre, presidente Adoc, «a Catania la crisi colpisce più che altrove e i saldi non hanno l’ effetto risolutivo atteso dai commercianti». A questa triste realtà, l’ associazione consumatori di Catania aggiunge un’ analisi condotta su più province italiane, secondo le quali non meno del 50 per cento dei negozi commette irregolarità amministrative rispetto alle norme che presidiano le vendite a saldo. «Secondo i dati preliminari di un’ indagine nazionale che Adoc ha realizzato, non meno del 50 per cento degli esercizi commerciali non rispetta l’ indicazione della percentuale di sconto, aumenta il prezzo del cartellino o non espone il prezzo dei capi in vetrina, non accetta carte di credito come mezzo di pagamento, vende merce non di stagione o acquistata ad hoc per questo periodo commerciale». A dichiararlo è Claudio Melchiorre, presidente Adoc di Catania, che lamenta gli scarsi controlli da parte dei vigili urbani e delle forze dell’ ordine su queste violazioni gravi. «In un momento di crisi – aggiunge Melchiorre -, bisogna essere trasparenti e far sentire coccolato il cliente che decide di spendere il poco che ha. Al contrario, i comportamenti commerciali scorretti, sono molti e riguardano una vasta platea di negozi». Tra i comportamenti dei negozianti rilevati dall’ associazione, c’ è la pratica scorretta di confondere la merce in saldo con quella a prezzo pieno, per mezzo di cartelli vaghi e aree non delimitate per l’ effettuazione dei saldi. Senza contare, «che il mancato uso delle carte di credito per molte transazioni crea – si legge in una nota dell’ Adoc -, con le attuali regole, la perdita netta di economia emersa». Sentito sull’ argomento, il presidente provinciale di Confcommercio, Riccardo Galimberti, rassicura i consumatori spiegando che «queste segnalazioni sulle vendite di fine stagione sono l’ ulteriore prova che il consumatore si deve rivolgere a negozi qualificati, che danno ottime offerte e risultati in termini di prodotto e di servizio: è inconcepibile che il nostro sistema negozi possa commettere irregolarità durante i saldi».
 

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