27 Dicembre 2015

Codacons Dopo otto anni una ripresa dei consumi nelle festività

Codacons Dopo otto anni una ripresa dei consumi nelle festività

Una crescita del 3% rispetto al 2014, con un giro d’ affari superiore ai 10 miliardi Per la prima volta dopo 8 anni i consumi degli italiani legati alle festività natalizie sono tornati a registrare segno positivo, con una crescita complessiva del 3% rispetto allo scorso anno e un giro d’ affari che ha raggiunto quota 10,1 miliardi di euro. Ad affermarlo è il Codacons, che ha diffuso ieri i dati relativi alla spesa delle famiglie italiane legata, appunto, al periodo del Natale. In particolare a trainare i consumi natalizi – spiega l’ associazione dei consumatori – sono stati i regali, il settore della casa, i giocattoli, l’ hi-tech e, soprattutto, gli alimentari. Per quest’ ultimi la spesa ha raggiunto quota 2,8 miliardi di euro, con una crescita di ben il 5% rispetto allo stesso periodo del 2014. C’ è però una nota stonata, ed è rappresentata dal settore viaggi, dove si è registrato un sensibile calo delle prenotazioni di vacanze o brevi soggiorni all’ estero. Una flessione, secondo il Codacons, da attribuire in buona parte «alla paura di attentati dopo i gravi fatti accaduti a Parigi». In generale i consumi natalizi sono andati addirittura meglio delle aspettative e delle previsioni. «La spesa – sottolinea il Codacons – è cresciuta con buona pace dei soliti “corvi” del Natale, ossia coloro che avevano parlato di spesa ferma o in diminuzione per le famiglie. Un Natale amaro che non solo non c’ è stato, ma addirittura si è rivelato più dolce delle aspettative». Tuttavia, ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «la differenza di spesa rispetto al periodo pre -crisi è ancora molto elevata: nel 2007 “l’ effetto Natale”, ovvero i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2015 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio è stata di 10,1 miliardi di euro: ciò significa che ci sono ancora 7,9 miliardi di euro di minori consumi da recuperare». Cibo italiano Dal Codacons a Coldiretti, che si è invece occupata di quanto gli italiani hanno speso a tavola: 2,2 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che più di otto italiani su dieci (82 per cento) hanno trascorso a casa con parenti o amici. Un bilancio che conferma come nel nostro Paese non si fanno rinunce per l’ appuntamento più tradizionale dell’ anno. A prevalere è stato il Made in Italy, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi dalle tavole, dove invece si sono affermati il bollito, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,1 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti, secondo l’ indagine Coldiretti/Ixè. Tutti a mangiare in casa, o quasi. Infatti, appena il 9% degli italiani è andato al ristorante, mentre il 3% ha preferito gli agriturismo. La maggioranza delle tavole è stata imbandita con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali, con una spesa stimata – conclude la Coldiretti – in 850 milioni per il pesce e le carni, compresi i salumi, 400 milioni per spumante, vino e altre bevande, 350 milioni per dolci, con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 300 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova.
 

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