18 Novembre 2018

Codacons denuncia sindaco Raggi per omissione di atti d’ ufficio

Nuova grana legale per la sindaca di Roma, Virginia Raggi, contro la quale il Codacons ha presentato una denuncia in Procura per il reato di omissione di atti d’ ufficio. Al centro della vicenda il Parco di Monte Mario, per il quale il Comune già nel 2004 con apposita deliberazione prevedeva la realizzazione di progetti di riqualificazione urbana ed ambientale, finalizzati ad una più razionale utilizzazione e riorganizzazione del territorio comunale e delle infrastrutture in esso esistenti. Oggi il Parco di Monte Mario versa in stato di totale abbandono e incuria, ed è teatro di spaccio e luogo di ritrovo di tossici e vagabondi spiega il Codacons. Tutto ciò nonostante il Comune di Roma, a seguito dei ricorsi al Tar presentati dall’ associazione e finalizzati ad ottenere il rispetto della delibera del 2004, avesse preso impegno a portare a compimento la realizzazione del Parco. Impegno rimasto purtroppo lettera morta. A fronte di un preciso obbligo in capo all’ amministrazione, quindi, il Comune appare inadempiente, aggravando così una situazione di degrado che danneggia gli utenti, privati di un’ area verde pubblica, e determina un danno erariale enorme prosegue l’ associazione. Contro tale stato di cose il Codacons ha presentato in questi giorni formale diffida al Comune di Roma affinché siano eseguiti tutti gli interventi di riqualificazione del Parco di Monte Mario, e una denuncia in Procura contro il sindaco Raggi allo scopo di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabilità, in particolare sotto il profilo della configurabilità della fattispecie di cui della omissione/rifiuto di atti d’ ufficio, così come disciplinata dallart. 328 c.p.”. Intanto nel processo penale contro l’ imprenditore Daniele Pulcini e la società Flora Energy, accusati di aver corrotto il demanio per accaparrarsi il parco in questione e realizzare un parcheggio privato sottraendo l’ area ai romani, i consulenti della difesa hanno sostenuto la legittimità dell’ appalto illecito, nascondendo ai giudici la sentenza ormai inappellabile del Consiglio di Stato che ha definitivamente annullato la gara.

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