10 Giugno 2001

Codacons denuncia: “Giro da ripetere“

Codacons denuncia: “Giro da ripetere“.

Un giornalista si sente truffato per aver scommesso sui rivali di Frigo. “Lui era dopato“. Il Codacons lo sostiene e provoca gli organizzatori della corsa: “Omesso controllo, tutto da rifare“.

ROMA – Nella bufera del Giro d`Italia non poteva risultare estraneo il Codacons. E si è presentato, alla vigilia della penultima tappa, con una denuncia, promossa da un giornalista G.R. di un settimanale italiano dichiaratosi truffato per una serie di scommesse effettuate sulla corsa rosa, e una proposta quantomeno singolare: “Abbiamo chiesto – ha dichiarato il presidente dell`associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, Carlo Rienzi – anche l`annullamento
della corsa e la ripetizione del Giro d`Italia per rinnovare
positivamente l`immagine del ciclismo e dello sport del
nostro paese che ancora una volta è risultato gravemente
deteriorata da un comportamento inqualificabile di persone
che ancora osano definirsi atleti“. Ma cosa è successo precisamente per far scattare sull`attenti il Codacons? Un giornalista, G.R., ha scommesso per diversi giorni sui corridori perdendo ingenti somme e puntando sempre sul secondo o terzo arrivato quando la maglia rosa era indossata da Dario Frigo, licenziato poi dalla Fassa Bortolo. E lo stesso giornalista, appreso che Frigo faceva uso di sostanze illecite, ha deciso di far causa agli organizzatori della corsa per riavere indietro i soldi. In un comunicato del Codacons si legge che “è stata la moglie di G.R. che, dopo essere stata costretta
dal marito anche a consegnare al banco dei pegni della Banca
di Roma due collanine d`oro di grande valore affettivo, si
è rivolta al Comitato che ha convinto il giovane giornalista ad avviare l`azione giudiziaria“. Nell`atto di citazione che sarà inoltrato nei prossimi giorni si contesta agli organizzatori della corsa l`omesso controllo sui corridori che ha consentito un grande uso e abuso di farmaci vietati e, quindi, di falsare i normali risultati della gara. E il Codacons ha “presentato un esposto alle procure della Repubblica delle città in cui il giro ha fatto sosta nelle date in cui Frigo ha rivestito la maglia rosa per truffa in relazione ai comportamenti di chi, o
assumendo sostanze illecite, o omettendo i dovuti controlli
sui corridori, ha indotto un travisamento grave dei
risultati delle gare che dovrebbero essere determinati
esclusivamente dalla potenza e resistenza dei corridori. Con
tali comportamenti – sottolinea il Codacons – si sono
arrecati gravi danni sia alle societa` che partecipano alla
corsa con ciclisti onesti e che hanno sprecato denaro in
sponsorizzazioni vedendo vanificate tali spese dalla
scarsita` dei risultati falsati, sia nei confronti dei
numerosissimi scommettitori che in Italia e all`Estero hanno
puntato su ciclisti corretti e rispettosi della legge
perdendo il proprio denaro“.

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