Codacons contro Veltroni
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fonte:
- La Stampa
Codacons contro Veltroni
Il Codacons minaccia di ricorrere al Tar e di denunciare alla procura della Repubblica Walter Veltroni perché venerdì scorso ha nominato l´avvocato Sergio Scicchitano suo delegato per la tutela dei consumatori. Secondo l´avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons e dal 1993 candidato al ruolo di Difensore Civico, la nomina di Scicchitano è illegale e rappresenta il pagamento di un debito politico da parte di Veltroni al Movimento l´Italia dei Valori di Antonio Di Pietro per il sostegno ricevuto nel ballottaggio contro il candidato a sindaco della Casa delle Libertà Antonio Tajani. «Scicchitano è l´avvocato personale di Di Pietro – denuncia Rienzi – e ha avuto la nomina in base a un accordo politico che configura il reato indicato come «voto di scambio» dalla legge elettorale. Il Difensore Civico, in base alla legge, deve essere eletto con la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti il consiglio comunale. A Roma fin dal 1993 non si è riusciti a farlo. «Nel maggio di quell´anno – ricostruisce Renzi – il sindaco Rutelli lesse in aula i nomi dei candidati, tra i quali ci sono io indicato da 50 associazioni di consumatori, promettendo che sarebbe stato eletto entro 60 giorni. Poiché la mia nomina non è vista di buon occhio da molti, in un primo momento cercarono di contrappormi la figlia di Aldo Moro, Agnese, addirittura facendo sottoscrivere ai consiglieri capitolini un impegno a depositare il suo nome nell´urna. La denuncia del Codacons mandò all´aria il disegno. Quindi – prosegue Rienzi – Rutelli tirò fuori dal cilindro il nome di Gianfranco Spadaccia, suo antico commilitone radicale. Ma neanche questa manovra andò in porto». Con l´arrivo in Campidoglio di Veltroni, sostiene ancora il presidente del Codacons, le cose non sono cambiate. «Per evitare la mia elezione – afferma – hanno messo a punto una modifica del regolamento che abbassa alla semplice maggioranza il numero di voti sufficiente per eleggere il difensore. Ma il progetto, già approvato dalla Giunta, non hanno avuto il coraggio, per il momento, di portarlo all´esame del consiglio. Adesso, accusa Carlo Rienzi, Veltroni ha deciso di ricorrere a questo colpo di mano. Scicchitano, sostiene, non può essere Difensore civico perché è indispensabile che sia eletto dal Consiglio. Allora si è deciso di nominare «una figura alternativa con le stesse funzioni sostanziali. Ma – polemizza – non può essere neanche semplicemente Difensore del consumatore, che, in base alla legge 281 del 1998, deve essere espressione delle associazioni iscritte nell´apposito registro del ministero dell´Industria, perchè questa è una figura di garanzia e come tale non può essere espressione di parte». Dalla segreteria di Veltroni si mostrano stupiti dell`attacco di Rienzi. «Il sindaco ha nominato l´avvocato Scicchitano suo delegato alla tutela del consumatore, non Difensore civico. La figura del delegato del sindaco – spiegano – è diffusa. Ne esistono già per diverse materie: handicap, diritti degli animali, multietnicità, sport, università, litorale, partecipazione democratica e città storica. A quest´ultimo tema è delegato Marco Noccioli, esponente dei Comunisti Italiani i quali, pur avendo sostenuto l´elezione di Veltroni a sindaco non hanno consiglieri comunali. La loro partecipazione alla maggioranza si estrinseca, dunque, con la presenza di un loro esponente nell´amministrazione come delegato. Lo stesso avviene, ora con Sergio Scicchitano.
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