Codacons contro tutti gli inceneritori
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Codacons contro tutti gli inceneritori
ESTE. Contro gli inceneritori. Lo è la Codacons che in un comunicato definisce «ridicola» la richiesta, presentata al comune di Masi, che ha dato un parere di massima favorevole, della Salgaim per il trattamento termico delle farine animali allo scopo di produrre energia.
Anna Maria Crivellari per il Codacons chiede che la Conferenza dei sindaci prenda posizione e che l`Ente bacino Padova tre e la Regione Veneto presentino un Piano territoriale onde evitare «l`arrembaggio selvaggio d`insediamenti pericolosissimi per la salute pubblica».
Secondo la Codacons la Bassa padovana è da tempo nel mirino dei killer della salute pubblica. «Ha la zona con le più alte concentrazioni d`Europa come presenza nel territorio di attività altamente inquinanti. Vedi le tre cementerie dislocate in 12 chilometri, le attività avicole che rendono l`aria irrespirabile, le discariche in continua espansione, tra cui spiccano quelle di Este e di S.Urbano ed ora gli inceneritori camuffati come produttori di energia alternativa, che sembrano crescere come funghi nella stagione delle piogge! Come non bastasse anche le cementerie vogliono approfittare del business della Ue che finanzia tali attività».
E via con l`elenco.
«L`Italcementi di Monselice, a pochi chilometri da Masi, incenerisce le farine per erogare energia alternativa; anche l`Agrilux di Lozzo è un inceneritore di scarti animali…. Gli abitanti di Piacenza d`Adige, Masi e Castelbaldo hanno piena ragione a lamentarsi di questa situazione selvaggiamente kafkiana, che sta trasformando la nostra zona nella più grande camera a gas d`Europa. I danni a persone e a colture agricole saranno purtroppo inevitabili: chi pagherà il danno sanitario, biologico ed ecologico? -risposta ironica – Forse Le imprese sopra citate?».
Le proposte.
«Sarebbe importante una concertazione, tra tutti i sindaci, gli enti locali ed i rappresentanti dei cittadini, finalizzata alla massima tutela ambientale. Invece si preferisce ignorare il fenomeno, per favorire il business di pochi soggetti a danno della popolazione e dell`ambiente: roba da terzo mondo».
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