14 Febbraio 2009

Codacons contro il ministero “Sterilizzare le razze a rischio”

Il dramma di Genzano riaccende la polemica.  Codacons contro il ministero "Sterilizzare le razze a rischio" "No, bisogna educare i padroni" L´addestratore: è la gelosia che scatena reazioni violente Il sottosegretario Martini nella bufera: "Non vuole la lista di animali pericolosi"

  ROMA – Ogni giorno 191 morsi di cane. Mordono quelli pericolosi, i 17 della black list dell´ultima ordinanza in vigore scaduta a gennaio scorso. E anche gli altri, capita. Un cerotto e via nella maggior parte dei casi. In altri, si muore. Non è colpa dei cani più potenti, con le mascelle grosse, i denti forti. Per Francesca Martini, sottosegretario al Welfare, è una questione di educazione dei loro padroni. Nella direttiva che si appresta a varare entro questo mese, con validità di due anni, tra i primi punti scrive: «Formare i proprietari». Difficile spiegarlo ai genitori del bimbo di Genzano, sbranato ieri da un mastino napoletano. Grossa mole: i maschi pesano fino a 70 chili. Proporzioni importanti: fino a 75 centimetri. Lo dicono amico fedele ma poi ecco: uccide. Magari per gelosia, ne soffrono anche loro dice Massimo Perla, noto addestratore. Come i primogeniti quando arriva il fratellino che ruba l´attenzione. «Si deve continuare a trattare l´animale con lo stesso affetto di prima». Sennò guai. Cattivi o maleducati?  Il Codacons avrebbe voluto che il sottosegretario ampliasse l´elenco delle razze potenzialmente "assassine", inserendo anche il mastino napoletano. La Martini invece adesso vuole azzerare tutto: non più liste nere perché la genetica, sottinteso, non c´entra. Conta invece la "cultura": il ministero ha studiato il nuovo documento con professionalità finora tenute fuori, come gli esperti di comportamento animale. Si vuole "discontinuità" con i provvedimenti precedenti (Sirchia, Storace e Turco). E dunque: responsabilità civile e penale per i proprietari di cani, loro formazione attraverso il conseguimento di un "patentino", prevenzione di potenziali aggressioni anche a casa attraverso i veterinari, introduzione obbligatoria di guinzaglio (di lunghezza non superiore al metro e mezzo), no all´addestramento per esaltare l´aggressività. Via la museruola obbligatoria, che sarà indossata secondo criteri di peso e stazza, e non di razza. Martini ha detto il suo «profondo cordoglio e partecipazione» per la morte del piccolo di Genzano. Ma le misure che si appresta a varare scontentato per molti sono troppo permissive. Il Moige, movimento dei genitori, chiede di sterilizzare quelli pericolosi. Il centro per i diritti dei cittadini (Codici) vuole corsi di formazione e patentini obbligatori. Aldo Grasselli, presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva, è convinto che «anche la norma più severa è inefficace se i proprietari di cani non usano le necessarie accortezze». Per esempio non lasciarli a portata di bebè, a scanso di tentazioni.

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