5 Novembre 2018

Codacons contro il Fatto Quotidiano: “Attacco a chi difende i consumatori”

 

“Da giorni le associazioni dei consumatori italiane subiscono feroci attacchi attraverso la stampa. Pochi giorni fa era stato Il Sole 24 ore a puntare il dito contro le organizzazioni, oggi è il turno de Il Fatto quotidiano che dedica ben due inchieste al mondo dei consumatori, azionando la cosiddetta “macchina del fango” sommergendo i propri lettori di imprecisioni e notizie errate o incomplete”. È quanto ha denunciato qualche giorno fa il Codacons. Ma cosa è accaduto?

La polemica fra l’associazione e il quotidiano scaturisce da un articolo di Giorgio Meletti, pubblicato il 31 ottobre dal Fatto, dal titolo: “La guerra a comando di Rienzi: Mps paga e Codacons si zittisce”. Si legge nel sommario: “L’associazione dei consumatori archivia le battaglie contro il Montepaschi dopo che la banca ha versato 1,3 milioni per i suoi “progetti sociali” e 291 mila euro al suo presidente”. L’articolo ripercorre il conflitto fra Codacons e Monte dei Paschi di Siena, combattuto a colpi di carte bollate e richieste danni, che si è concluso lo scorso febbraio con una transazione economica e il finanziamento da parte della banca di sei progetti sociali promossi dal Codacons. Nel dettaglio di quanto riportato dal Fatto (l’articolo è online anche sul sito del Codacons), si tratta di 732 mila euro destinati al finanziamento di progetti di interesse civico, 612 mila euro al Codacons per spese legali e 291 mila di risarcimento a Rienzi. Il presidente del Codacons ha pubblicato online l’articolo del Fatto e la sua richiesta di rettifica al quotidiano, nel quale contesta la ricostruzione fatta della vicenda, dello scontro con MPS e del denaro in ballo per l’accordo. Riportiamo di seguito quanto scrive il presidente Codacons Carlo Rienzi al direttore del Fatto Quotidiano.

“…Riguardo alla transazione con MPS ieri, parlando col vostro Meletti e nella certezza che, per fare “ascolti”, sarebbe stato “malizioso” nel suo servizio sul tema, gli avevo spiegato le cose ma vedo che, sempre con l’intento di fare scoop, o non ha capito, o ha fatto finta di non capire. Per questo sono costretto a riassumerle ora i fatti nella certezza che vorrà ospitare sul suo quotidiano queste precisazioni con la stessa evidenza dell’articolo di oggi, per evitarci il disagio di una querela non tanto per il contenuto omissivo dell’articolo, quanto per i titoli dello stesso, sicuramente diffamatori e giustificati solo dalla cultura del richiamo scoopistico di specie alquanto deteriore per il buon giornalismo praticato dal suo quotidiano.

Dunque:

Meletti – accortosi alquanto in ritardo dello “scandaloso” accordo con Mps – avrebbe voluto sostenere, e lo ha fatto, che esso era paludato di vergogna e segretezza. Gli avevo scritto che poteva trovarlo da mesi sul nostro sito web con tutti i dettagli e che l’accordo prevedeva anche un comunicato stampa congiunto associazione/banca e che esso era stato ampiamente discusso nella associazione e con i 1500 risparmiatori da noi assistiti. Ha omesso di dirlo come avrebbe dovuto;

A Meletti avevo spiegato che ci aveva indotto ad accettare – come risarcimento ai cittadini – il finanziamento a sei progetti sociali il fatto che ormai avevamo ampiamente contribuito ad accertare le responsabilità della banca per i bilanci falsi (Meletti ora sarà deluso…avendo detto a me che non “potevamo più dire che i bilanci erano falsi”…) e che è estremamente difficile ottenere un risarcimento per un ente collettivo in sede di processo per reati contro il patrimonio pubblico se non da parte dei singoli risparmiatori. Meletti ha travisato e omesso di riferirlo;

Meletti ha maliziosamente insinuato che così il CODACONS si sarebbe “zittito” verso MPS: gli avevo detto che invece proseguivamo a difendere 1500 risparmiatori nei vari processi e che anzi da poche settimane avevamo ottenuto al Tribunale di Lagonegro l’ammissione come parte civile come CODACONS in un procedimento penale proprio contro Profumo e MPS. Meletti ha omesso di riferirlo per non andare in contraddizione con la sua tesi maliziosa;

A Meletti avevo detto che MPS aveva pagato 600.000 euro a Codacons e a me solo ed esclusivamente per le spese sostenute dai due soggetti per difendersi in una causa pesantissima dove ci era stato richiesto un danno da diffamazione per 30 milioni di euro, e dove abbiamo impiegato 10 avvocati, anche esterni e costosi, e numerosi periti che con quella somma sono stati solo in parte compensati del loro prezioso lavoro (e gli avevo detto anche che la causa ci aveva costretto a stipulare una polizza di assicurazione costosissima per evitare che in caso di sconfitta in giudizio ci venissero pignorati i nostri beni personali). Meletti ha omesso di riferire tutto questo per non contraddirsi….Forse Il Fatto Quotidiano non li paga i suoi valenti avvocati quando difendono i giornalisti dai numerosi attacchi per presunte e inesistenti diffamazioni?

Tutto qui: ma quel che più ci spiace è che Meletti, per dare più clamore alla sua scorretta ricostruzione dei fatti, chissà perché non solo ha scritto cifre errate (non ammontano a 1,3 milioni di euro le risorse per i progetti, ma 600.000 euro), ma ha disprezzato non solo il progetto internazionale, diretto dal premio Nobel Luc Montagnier e cofinanziato da Ministero della salute e Inail, che potrà servire – ci auguriamo – a diminuire i morti da infarto nel nostro paese, ma anche il progetto realizzato assieme al Ministero dei Beni Culturali per il restauro delle opere distrutte del terremoto del centro Italia. E – un po’ da “asinello” ….ce la passi la battuta – ha incredibilmente disprezzato (usandolo per irriderci) il fondamentale progetto sul latte d’asina che potrebbe risolvere i problemi di salute di migliaia di nostri bambini afflitti da allergia ai prodotti da latte.

Confermiamo l’invito fatto – da me già ieri durante il colloquio con Meletti – a partecipare alla conferenza stampa la prossima settimana in un asilo nido di Civitavecchia dove potrà capire meglio di cosa si tratta.

E attendiamo di leggere le nostre doverose puntualizzazioni senza dover fare, mi auguro, ricorso alla legge sulla stampa”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this