3 Febbraio 2009

Codacons contro i T-Red

 UN CENTESIMO può valere più di tanti euro. Non si tratta di uno scherzo: stiamo parlando dei centesimi di secondo, e più precisamente di quelli che al semaforo separano il giallo dal rosso; e che tante volte significano multa. Numeri finiti nell’occhio del ciclone dopo l’inchiesta sui T-red dei carabinieri di San Bonifacio (in provincia di Verona), che ha portato all’arresto dell’ideatore dello spietato’ occhio elettronico, l’ingegner Stefano Arrighetti, amministratore della società Kria, reo di non aver omologato l’hardware degli apparecchi. Senza contare che una recente perizia commissionata dal giudice di pace di Vignola ha anche indicato un margine più ampio per la durata della luce gialla al semaforo. Non più solo 4 secondi, ma addirittura 6. UNO DEI SOSPETTI più diffusi fra gli automobilisti (e adesso anche fra gli inquirenti), infatti, è che i semafori su cui sono installati gli impianti non siano sempre regolari; molti sostengono che la permanenza del giallo sia insufficiente a liberare l’incrocio. Così, armati di cronometro, abbiamo provato a rilevare di persona la durata della luce gialla in alcuni semafori modenesi, sia dotati di impianti di rilevamento delle infrazioni che innocui’. CIÒ CHE È EMERSO è che l’amministrazione comunale modenese rispetta, nel complesso, la durata minima di quattro secondi sempre dichiarata. Ma lo fa senza regalare davvero nulla. Dalle misurazioni, tre per impianto, abbiamo raccolto dei valori che si aggirano tutti intorno ai quattro secondi. In particolare ai due incroci controllati dai tradizionali’ photo red (tutt’ora attivi), quello tra via Emilia Ovest e via Tabacchi e quello tra viale Italia e via San Faustino, il cronometro si ferma rispettivamente sul 3,9 e sul 4 (tenendo contro di un inevitabile margine d’errore). Insomma, ci si muove sul filo del rasoio, non un centesimo in più del necessario. LE COSE potrebbero però complicarsi nel tempo. Recentemente come detto il giudice di pace di Vignola ha accolto infatti il ricorso di due automobilisti multati, facendo riferimento a una perizia stilata da un tecnico sull’onda dell’inchiesta veronese. Nella perizia si indica una durata ideale della luce gialla di 5 – 6 secondi: un margine di tolleranza che non è stato raggiunto in nessuna delle nostre rilevazioni. I SEMAFORI dotati di T-red, infatti, fanno segnare valori che si aggirano sempre intorno ai 4 secondi: 3,96 all’incrocio tra via Vignolese e via Montanari e 3,93 tra via Caduti sul Lavoro e via Marinuzzi (va ricordato che qui i T-red sono spenti da quando si è conclusa la sperimentazione il 31 dicembre). E lo stesso vale per i semafori in cui non ci sono nè photo red nè T-red, nel nostro caso quelli che regolano il traffico tra via Respighi e via Toscanini e tra via San Cataldo e via Costa; il valore medio, anche qui, è 3,9, in linea dunque con le altre lanterne comunali. INSOMMA, stando a quello che dice la legge il Comune ha le carte in regola, almeno dal punto di vista della durata della luce gialla. E per adesso sembra che anche i due T-red installati sulle strade cittadine siano al riparo dalla pioggia di sequestri che sta interessando tutto il territorio nazionale, mentre in cinque comuni del Modenese sono stati messi tutti sotto sequestro e diversi funzionari sono finiti sotto indagine. Ciò nonostante questa nuova perizia firmata dal tecnico Lucio Pardo potrebbe cambiare le carte in tavola e mettere sotto una nuova luce il fatidico giallo.  E INTANTO è già diventata un cavallo di battaglia del Codacons, che continua più agguerrito che mai la sua lotta contro questi impianti «irregolari». Per l’associazione dei consumatori, i T-red modenesi, salvati dal sequestro perché noleggiati da Hera e non dalla società finita sul banco degli imputati, la Ci. Ti. Esse di Rovellasca (Como), «sono perfettamente identici a quelli smantellati’ in provincia. Non vanno più utilizzati».
 

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