31 Marzo 2020

Codacons contro i consumatori

l’ associazione sfrutta il coronavirus con numeri a pagamento. brutta storia
Una class action dei consumatori contro le associazioni dei consumatori è roba surreale, ma forse sarebbe una cosa realistica in questo paese dove spadroneggiano associazioni come il Codacons che, dopo aver fatto battaglie contro i vaccini e le vaccinazioni obbligatorie, si è scagliato contro la raccolta fondi organizzata da Fedez e Chiara Ferragni per aiutare il San Raffaele a costruire ex novo un reparto per curare i malati di Covid-19. L’ associazione dei consumatori ha chiesto alle autorità di intervenire per alcune presunte irregolarità contro GoFundMe, la piattaforma più usata a livello internazionale per raccogliere fondi, chiedendo la restituzione ai cittadini delle donazioni finora effettuate e lo stop di tutte le raccolte fondi attive sulla piattaforma. Il Codacons sostiene che GoFundMe speculerebbe sull’ epidemia in maniera ingannevole e con “commissioni nascoste o equivoche agli ignari donatori”. Beh, questa potrebbe essere proprio la base di un esposto dei consumatori contro l’ associazione dei consumatori guidata da Carlo Rienzi. Infatti il Codacons ha in home page diversi banner ingannevoli, che usano il tema “coronavirus” per incassare soldi. Il più clamoroso è un servizio telefonico “emergenza coronavirus” per fornire “supporto o informazioni” ai cittadini. Si tratta di due specie di hotline (numeri “premium” 893), ovvero di linee a pagamento, chiamate “forum telefonici” per fornire “assistenza psicologica” o “assistenza legale” sull'”emergenza coronavirus”. In maniera ancor più ingannevole, i due numeri sono affiancati a un numero verde 800, attivo solo per poche ore, confondendo i consumatori su cosa sia a pagamento e cosa gratuito. Inoltre compare la dicitura: “Il costo della telefonata serve per poter continuare ad aiutarvi”. Quasi a far credere che si tratti di costi vivi. E invece è proprio il corrispettivo di un servizio, con tariffe salatissime, che arrivano quasi a 1 euro al minuto. Speculare sulle ansie delle persone durante un’ epidemia, peraltro in maniera così ingannevole, è qualcosa che meriterebbe un esposto all’ AgCom dei consumatori contro il Codacons. Magari promosso proprio dai Ferragnez.

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