6 Settembre 2006

Codacons Condizioni bancarie non modificabili

“Con il nuovo articolo 118 del Testo unico bancario, come modificato dall`articolo 10 della legge 248/2006, la banca, previo accordo specificatamente approvato per iscritto dal cliente, nei contratti di durata (e quindi non soltanto relativamente ai contratti di conto corrente) può modificare unilateralmente le condizioni contrattuali “qualora sussista un giustificato motivo“, e cioè una giusta causa“. Lo afferma Vincenzo Vitale, coordinatore provinciale Codacons. “Quindi – prosegue la nota – il diritto della banca di modificare le condizioni economiche del contratto, ed in particolare i tassi di interesse, è subordinato alla specifica approvazione della clausola contrattuale che prevede tale diritto (ma si tratta di una garanzia formale, considerato che è difficile ipotizzare che un cliente si rifiuti di sottoscrivere il contratto, anche nella parte relativa a quella che prevede l`approvazione specifica della pattuizione) e all`esistenza del giustificato motivo. Quest`ultimo requisito costituisce una garanzia effettiva per l`utente. Ma il problema che si pone è quello di individuare gli eventi che potrebbero costituire “giusti motivi“ e, soprattutto, la conoscenza da parte degli utenti bancari di tali eventi, essendo evidente che altrimenti la banca potrebbe, in ipotesi, giustificare l`aumento dei tassi con fatti che non hanno le caratteristiche previste dalla legge“.

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