25 Febbraio 2013

Codacons chiede misure urgenti per tutelare i consumatori

Ventimila tonnellate di cibi da buttare
Dopo la carne di cavallo nelle lasagne Codacons chiede misure urgenti per tutelare i consumatori

ROMA – Dopo i nuovi sviluppi dello scandalo della carne di cavallo, con altri prodotti risultati contaminati, il Codacons chiede misure urgenti a tutela dei consumatori italiani. «Non appare più sufficiente eseguire controlli a campione – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi-. Di fronte al dilagare del fenomeno, occorre effettuare controlli a tappeto su tutti i prodotti alimentari in commercio nel nostro paese contenenti carne macinata, al fine di verificare la presenza di carne di cavallo non segnalata in etichetta». «Il Ministero della salute, poi, deve ordinare alle ditte produttrici di eseguire controlli preventivi sui propri prodotti prima dell’ immissione degli stessi in commercio – prosegue Rienzi- al fine di accertare una eventuale presenza di carne equina e bloccare in anticipo la diffusione di lotti contaminati». In ogni caso, il Codacons sta studiando le azioni risarcitorie da intentare a tutela dei consumatori che hanno acquistato alimenti contenenti carne di cavallo non correttamente segnalata in etichetta. Non solo c’ è solamente la carne di cavallo nel mirino delle frodi alimentari. Le frodi alimentari scoperte solo in Italia hanno portato complessivamente al sequestro di quasi 20 milioni di chili di prodotti alimentari e bevande per un valore di 468 milioni di euro nel 2012. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’ attività svolta dai carabinieri dei Nas, in occasione del sequestro delle confezioni di lasagne alla bolognese contenenti impropriamente tracce di carne di cavallo, confezionate dalla ditta Primia di San Giovanni in Persiceto (Bologna) che ha dichiarato di acquistare la carne da altre aziende. I prodotti alimentari più colpiti dalle frodi sono stati, sottolinea la Coldiretti, farine, pane e pasta (16% in valore del totale sequestrato), quello della carne e degli allevamenti (11%), latte e derivati (8%), vini e alcolici (5%). Va precisato peraltro che ben il 31% del valore dei sequestri riguarda la ristorazione con la chiusura dei locali. Gli «ottimi risultati» dell’ attività investigativa confermano, sostiene la Coldiretti, che tra Agenzie delle Dogane, Nas dei Carabinieri, Istituto Controllo Qualità, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale e Carabinieri delle Politiche Agricole, Asl, ai quali si aggiunge l’ attività degli organismi privati, «l’ Italia può contare sul primato comunitario in materia di sIcurezza alimentare grazie alla più estesa rete di controlli. Un impegno che va sostenuto – conclude l’ organizzazione agricola – stringendo le maglie troppo larghe della legislazione comunitaria con l’ obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti».
 

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