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25 Ottobre 2011

Codacons chiede il sequestro del Gemelli

Codacons chiede il sequestro del Gemelli.
  Il presidente Rienzi: dopo il caso dei due bimbi con la tbc temiamo che esistano ancora rischi di contagio. Malasanità, Lazio terza regione dal 2009 per numero di casi.
 

Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi in merito ai due casi di contagio da tbc registrati a carico di bambini al Piloclinico Gemelli "la mancata adozione della misura cautelare da noi chiesta, potrebbe accrescere il rischio di ulteriori contagi, e quindi consentire la prosecuzione del reato contestato dalla magistratura".
"Esistono casi di bambini nati al Gemelli, che sono risultati positivi ai test per il contagio da Tbc, ma che non sono mai stati nel nido del reparto di neonatologia – si legge nella richiesta del Codacons – Tale circostanza può portare ad una duplice conclusione: o l’ infermiera in questione non ha svolto servizio solo nel nido del reparto, o vi sono altri e ulteriori possibili veicoli di trasmissione, ancora presenti all’ interno del reparto stesso".Il Codacons chiede "il sequestro preventivo della struttura ospedaliera, almeno fino a quando non si siano effettuati controlli nei locali e visite a tutto il personale medico e infermieristico o almeno il sequestro preventivo dei reparti dove sono transitati i neonati (neonatologia, sala operatoria, sale parto, nido e nidini".
I due nuovi casi di contagio citati sono avvenuti, secondo le denunce, lontano dal reparto neonatale dove lavorava l’ infermiera.
Il discorso si innesta in un quadro più generale di e rrori, disservizi, carenze strutturali e altre inefficienze: in una parola di malasanità.
In Italia, in media, ogni mese si contano 16 casi di presunta malasanità che finiscono sotto la lente d’ ingrandimento della Commissione errori.
Più di uno ogni due giorni.
Un dato clamoroso dal momento che si riferisce solo ai casi presi in esame dalla Commissione parlamentare.
In poco più di due anni, dal primo ufficio di presidenza di fine aprile 2009 al 30 settembre 2011, si contano 470 casi, riepilogati in un rapporto che l’ Adnkronos Salute è in grado di anticipare.
Episodi di presunta malasanità di cui 329 hanno fatto registrare la morte del paziente, o per errore diretto del personale medico e sanitario, o per disfunzioni o carenze strutturali.
Su 470 casi monitorati, ben 97 si sono verificati in Calabria, 91 in Sicilia, 51 in Lazio, 32 in Puglia, 31 in Campania, 29 in Toscana, 28 in Lombardia.
Ma il dato più impressionante è forse un altro: circa la metà del numero totale dei decessi si è registrata in due sole regioni: Calabria (78) e Sicilia (66).
La poco onorevole medaglia di bronzo, anche in questo caso, spetta al Lazio con 28 casi legati a presunti errori medici.
Le cose non vanno molto meglio in Campania e in Toscana, dove si registrano ben 23 casi di presunti errori medici.
A seguire: Puglia e Lombardia con 19, Emilia Romagna con 17.

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