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5 Dicembre 2017

Il Codacons chiede al gip di revocare i suoi esperti

Dieselgate, l’ accertamento svolto con le forme dell’ incidente probatorio da due esperti incaricati dal gip Raffaele Ferraro e la denuncia del Codacons che, avanzando perplessità sulla correttezza dell’ operato degli esperti, ne ha chiesto la ricusazione. Oltre che l’ annullamento della prova effettuata in autunno al Nardò Technital center poichè, sostengono, i loro esperti non erano stati avvisati. Un’ udienza, quella celebrata ieri nella stanza del gip, nel corso della quale i toni si sono alzati. Al termine il magistrato si è riservato di decidere se nominare nuovi esperti e proseguire il test anche eventualmente utilizzando un’ altra Tiguan, identica a quella fino ad ora esaminata.Tutto è iniziato nel 2015 con il deposito, da parte di Codacons, di un esposto in Procura a Verona. Frode nell’ esercizio del commercio, la contestazione mossa ai vertici italiani del colosso tedesco, poichè l’ ipotesi accusatoria è che le auto che montano il motore EA 189 sono dotate di un software che altera, in meglio, i valori delle emissioni. La necessità di una perizia è derivata dal fatto che il consulente del pm Marco Zenatelli aveva concluso che le emissioni di parte delle auto sottoposte a test di laboratorio (quelle con cilindrata 1.2 e 1.6) avevano valori NOx superiori a quelle previste dalla legge per la classe di inquinamento Euro 5.Per questo l’ incidente probatorio, perchè in caso di sostituzione del software da parte della casa costruttrice sarebbe verrebbero meno le condizioni che originarono il dieselgate. E cioè che in fase di omologazione (effettuata con test sui rulli) il software era in grado di minimizzare le emissioni e i consumi, cosa che invece non accadeva in strada. E in tal senso erano stati ritenuti «falsati» i dati relativi alle emissioni di otto modelli di auto (Touran 1.6 e Tiguan 2.0 tdi di Volkswagen, Alhambra 2.0, Ibiza Sc 1.2 e Altea XL 1.6 di Seat, Yeti 1.6 Tdi di Skoda, l’ A4 avant 2.0 di Audi e il Caddy 4 1.6) con sequestro di una trentina di mezzi. «I periti incaricati dal gip hanno effettuato le prove senza comunicarlo alle parti», la protesta delle associazioni che rappresentano i consumatori. «E non sappiamo se sia stato o meno sostituito il software che ottimizza il funzionamento del motore a favore delle emissioni».Il calendario era stato comunicato, è emerso, sia a Codacons sia a Volkswagen, la data di inizio test cadeva di domenica ma comunque le altre parti hanno partecipato al test. Ieri il pm non ha ritenuto di accogliere la richiesta di ricusazione dei periti, i legali del colosso tedesco si sono associati e ora sarà il gip a dover decidere. F.M.

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