22 Settembre 2017

Il Codacons chiede ai prefetti «un censimento delle armi»

di STEFANIA PAPALEO CATANZARO – Un censimento delle armi in Calabria. Lo chiede a gran voce il vice presidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, ai prefetti delle cinque province, dopo aver tentato invano di ottenerne i dati di vendita sul territorio. Eppure, a far da contraltare a tanta segretezza vi sono le statistiche delle morti dovute all’ utilizzo di armi da fuoco. «Il dato è terrificante e può essere paragonato ad un vero e proprio conflitto», chiosa Di Lieto, richiamandosi al primato europeo detenuto dall’ Italia proprio rispetto alle vittime delle armi da fuoco. «Ufficialmente – spiega – sono detenute oltre 12 armi ogni 100 abitanti, ma il dato è palesemente falsato dalla massiccia presenza di armi detenute illegalmente. A nulla sono valse le grida d’ allarme del Pontefice che ha denunciato come “le armi circolano con una spavalda e quasi assoluta libertà”. La corsa alle armi continua senza sosta. Infatti, solo nel 2015, sono state rilasciate ben 1.265.484 licenze. Cittadini che, sentendosi indifesi, si armano, spesso utilizzando quale escamotage per ottenere le licenze, la giustificazione di voler andare a caccia ovvero di essere appassionati di tiro sportivo. Purtroppo il legislatore è permissivo in materia, per cui oggi è consentito possedere una o più armi, e perfino un numero illimitato di fucili, a qualunque cittadino incensurato, che non abbia malattie nervose e psichiche e non faccia uso di alcool o di droghe. E così aumentano suicidi, omicidi e reati compiuti da persone che detengono legalmente le armi». Da qui, dunque, la richiesta del Codacons a tutti i prefetti calabresi «affinché dispongano un immediato censimento sulle armi, anche per verificare se in capo ai possessori sussistano ancora i requisiti per la legittima detenzione. Del resto in caso di necessità e urgenza – sostiene Francesco Di Lieto – è consentito ad ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza di procedere all’ immediato ritiro cautelare di armi, munizioni e materie esplodenti, pur regolarmente detenute e denunciate». Il vice presidente del Cocdacons, dunque, sposta l’ attenzione sui recenti casi di femminicidio, laddove in alcuni casi le vittime avevano finanche evidenziato la pericolosità del loro carnefice. «Ecco – prosegue Di Lieto – in questi casi il rischio dell’ eventuale utilizzo di armi, pur regolarmente detenute, è tale da imporre l’ immediato ritiro. L’ obbligo di prevenire possibili e futuri effetti lesivi conclude Di Lieto – sta alla base della nostra richiesta, per evitare di dover piangere lacrime di coccodrillo. Una generalizzata verifica delle condizioni per consentire il possesso di armi rappresenta una doverosa risposta ad intollerabili gesti di quotidiana follia che seminano sangue e dolore».

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