Il Codacons cambia casa e rilancia: «Consumatori, non mandate giù rospi»
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fonte:
- Libertà
Consumatori, non mandate giù il rospo. E’ il “grido di battaglia” di Codacons, un messaggio che stimola alla rivolta civile quando si ritiene che un proprio diritto sia stato leso ma da soli non si ha la forza di reagire di fronte a una controparte agguerrita e dotata di molti mezzi legali. E da ieri Codacons, nota sigla nazionale (sta per Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) si è fatta più centrale. Calata da maggio nel Piacentino, da via Mandelli (una traversa di via Mazzini) si è trasferita in via Verdi n.35. Il referente della nostra zona, come pure per l’ area parmense, è Paolo Mario Calza (cell. 329-9451309), contattabile per fissare appuntamenti nei nuovi uffici ed esporre il proprio problema. Ieri al suo fianco c’ erano due avvocati piacentini che supporteranno l’ azione di Codacos: Cristina Balteri e Ilaria Luppini, entrambe con competenze specifiche. Codacons prevede una quota di iscrizione (che copre la persona e la sua fami glia), un parere legale gratuito dell’ avvocato e un’ assistenza legale fatturata e trasparente quando serve. Calza specifica anche che non ci sono conflittualità con le altre associazioni di consumatori storicamente presenti (e molto attive) sul territorio, come Federconsumatori e Adiconsum. «Non abbiamo conflitti né ci facciamo concorrenza – spiega Calza ognuna è organizzata in un certo modo, noi abbiamo sopratutto avvocati e facciamo anche il penale. E abbiamo al nostro attivo class action di quindicimila consumatori contro banche come Mps e banche Venete». Le prime telefonate A Piacenza si è già messo in moto un meccanismo di ricorso al Coda cons. «La prime chiamate riguardano privati che hanno fatto delle azioni su acquisto di titoli o sollevato problematiche relative a banche, noi conduciamo azioni dirette su anatocismo (interessi che maturano sopra interessi, ndr) e usura, abbiamo un network, facciamo analisi sui conti correnti – sottolinea il referente – e una volta individuati anatocismi e usura si inizia un’ azio ne a condizioni economiche interessanti e serie, tante società promettono grandi risultati e vogliono anticipi, noi siamo molto più affidabili e morigerati». Il Codacons aiuta a sbrogliare le matasse bancarie grazie ai propri avvocati, come succede per il recupero di investimenti sbagliati, di titoli particolari che provocano grossi danni: «Abbiamo persone che hanno investito centinaia di miglia di euro e si trovano in cause lunghissime, noi facciamo accordi con costi contenuti e c’ è una formula particolare dei nostri studi legali per cui se il recupero va a buon fine viene trattenuta una parte del ricavato». Tra i tanti temi già affiorati da Piacenza, Calza cita il sovraindebitamento: « Ci sono molti casi e i consumatori devono sapere che si può ridurre il debito del cinquanta per cento con un ricorso al giudice, esiste una legge da un paio d’ anni, poco conosciuta». Ecco il caso di una palestra di Piacenza aperta e chiusa repentinamente, con persone che hanno pagato la quota, con titolari che spariscono: «E’ un caso che ha coinvolto molte persone, stiamo facendo accertamenti e valutando di condurre un’ azione collettiva» informa il Codacons. Minacce E poi c’ è un paniere di disagi (con tratti per utenze, tredicesima mensilità, acquisto di auto) da raccontare, . «E succede, ad esempio, che da parte di chi fa forniture telefoniche prosegue Calza – non vengano rispettate le clausole, l’ utente che credeva di avere un servizio non ce l’ ha, vuole rescindere il contratto, cambiare, ma parte l’ azione legale nei suoi confronti e l’ azienda chiede il pagamento, ci si ritrova a dialogare con dei front office dove le persone rispondono a compartimenti stagni». Tra i casi in corso di trattamento a Piacenza anche l’ acquisto di un’ auto usata (da 20 mila euro) che si rivela taroccata nel suo passaporto, arrivando da un paese diverso da quello descritto, con una serie di ambigue anomalie. Anche in questi frangenti è sconsigliato il fai da te per rimette le cose a posto. Idem per farsi rappresentare in sede di assemblee condominiali su contratti stipulati dall’ amministratore per nome e conto del condominio, là dove servono competenze giuridiche precise. «In generale siamo difensori del consumatore anche nel confronti di quelle istituzioni che operano in modo coercitivo – conclude Calza – penso all’ acquisto di gas e acqua, ai complessi contratti di fornitura di trenta pagine che nessuno legge e magari, se chiedi un semplice controllo al contatore che segnala consumi anomali, ti trovi a dover sborsare 250 euro…»._ps.
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Tags: Paolo Mario Calza, piacenza
