4 Febbraio 2009

Codacons Banca “costretta” a pagare

Non cambia un assegno circolare, interviene il Codacons Banca "costretta" a pagare

PALMANOVA. Un istituto di credito di Palmanova ha pagato un assegno circolare solo quando si è trovato davanti l’ufficiale giudiziario che ha detto in modo chiaro che o si procedeva al pagamento o la banca veniva protestata.  Si tratta solo di un caso che è finito davanti al Codacons (il quale ha poi interpellato un ufficiale giudiziario), ma sono diverse le segnalazioni di rifiuto a pagare un assegno circolare e non riguardano soltanto un istituto di credito. Solitamente vengono addotte motivazioni quali la mancanza di liquidità, la momentanea interruzione del collegamento con i terminali o addirittura ci si può trovare di fronte a un semplice "no". Altre volte le banche propongono di versare l’assegno piuttosto che incassarlo, di recarsi presso la filiale che lo ha emesso, oppure di aprire un conto presso la banca stessa.  «Ma l’utente -precisa Codacons- ha diritto di ricevere a vista quanto dovuto, in quanto l’assegno circolare è equivalente a denaro liquido».  Il cittadino che si è recato in una banca di Palmanova con il suo assegno circolare si è rivolto al Codacons Fvg. Risultato: la banca si è ritrovata davanti l’ufficiale giudiziario e l’assegno è stato immediatamente riscosso. «E questo -dichiara l’avv.  Vitto Claut, presidente regionale Codacons Fvg- è il messaggio che vorremmo lanciare a tutte le banche: pagate gli assegni circolari, sennò si rischia il protesto E invitiamo i cittadini, in casi simili, a contattarci (tel. 0432 403872) ».  «Il titolo di cui si era tentata la riscossione -precisa Pierluigi Chiarla, presidente provinciale di Udine Codacons- era stato emesso dalla medesima filiale un mese prima e quel giorno (il 22 gennaio scorso) lo sportello aveva a disposizione denaro contante, come attesterà poi l’immediato versamento della cifra dopo l’intervento dell’ufficiale giudiziario».
 

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