20 Gennaio 2018

Codacons: azioni tardive e limitate

 

LE REAZIONI VICENZA Prima la benedizione del vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol, poi l’ assemblea al cinema teatro San Francesco. Le associazioni dei consumatori che difendono i diritti di migliaia di soci azzerati della Popolare di Vicenza, finita in liquidazione coatta amministrativa, ieri sera hanno cercato di fare il punto del fondo rimborsi dopo il sequestro di beni per 1,75 milioni attuato dalla procura ieri ai danni di Gianni Zonin ed altri quattro indagati. Prima però i rappresentanti del coordinamento uniti per il fondo hanno incontrato il vescovo di origine veneziana Bettiol, che ha espresso solidarietà verso i danneggiati dal crac della Popolare e si è detto vicino a tutte le iniziative che puntano a recuperare la fiducia e la speranza. Poi l’ incontro acceso con centinaia di risparmiatori al cinema San Marco alla presenza di politici come i senatori Giorgio Santini (Pd) ed Enrico Cappelletti (5stelle), il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti e una decina di sindaci e altri amministratori. Si doveva parlare del fondo da 100 milioni approvato dal Parlamento che il governo deve rendere operativo entro 90 giorni. Ma ha tenuto anche banco il sequestro di ieri. «Si tratta di una notizia positiva ma l’ entità dei sequestri ci appare disarmante davanti al danno subito da 118mila soci risparmiatori che hanno perso tutti i soldi investiti – avverte Franco Conte presidente Codacons Veneto – finalmente i magistrati hanno capito che c’ era il rischio di vedere distratti i beni sui quali potremmo rivalerci. Purtroppo si è agito tardi. La gente che vuole avere ancora fiducia nelle istituzioni, che cerca di vendere le sue azioni dal 2013 ed è stata scavalcata come fa ad accontentarsi dopo anni di un mini sequestro? Per fortuna il Parlamento ha messo a disposizione 100 milioni, speriamo che siano solo l’ inizio». BERTELLE: ORA L’ INSOLVENZA L’ avvocato Renato Bertelle che difende numerosi soci BpVi è caustico: «Si tratta di un provvedimento tardivo e molto limitato come ammontare, che comunque dimostra come i sequestri si possono ancora attuare. La Procura si deve finalmente muovere, perché non chiede l’ insolvenza della banca come ha fatto in maniera velocissima per il Vicenza Calcio?». «Finalmente è stata accolta la richiesta che abbiamo fatto fin dal 2015 – ricorda Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori -. Ora aumentano le possibilità per i risparmiatori di poter rientrare di parte del denaro perso». M.Cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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